Il dolore
Open Prato, dal sindaco affermazioni fuori contesto e ripetitive
Calussi, Formichella e Mangani replicano a Cenni che aveva accusato l’urbanista di comportarsi come se fosse sbarcato da un’astronave aliena
PRATO. Sulla polemica suscitata sull’analisi svolta dall’urbanista Bernardo Secchi e dalle successive affermazioni del sindaco Roberto Cenni intervengono Maurizio Calussi, Angelo Formichella e Simone Mangani di Open Prato.
«Le duecento persone presenti al Curiel - tra le quali non mancavano residenti, commercianti e professionisti del Macrolotto zero - hanno assistito ad un incontro del tutto diverso da quello emerso dalle sterili polemiche di questi giorni. Le parole del sindaco atterriscono per la ripetitività, peraltro fuori contesto: un ciclostile di quanto abbiamo sentito in questi anni».
Per Calussi, Formichella e Mangani «non stupisce neppure che sia una presa di posizione "alla cieca" - perché Cenni, al circolo Curiel, non c'era. Come organizzatori, siamo estremamente soddisfatti di quanto abbiamo ascoltato da Bernardo Secchi e Ilda Curti. L'ambizione che ci ha mosso è stata quella di iniziare una discussione sull'urbanistica e sulla rigenerazione urbana, partendo da esperienze positive come quella di Torino (il cui assessore di riferimento è Ilda Curti), con la testa alla nostra città ma con un occhio di riguardo a quanto avvenuto lontano da noi (Anversa è stato un esempio concretamente rappresentato dal Prof. Bernardo Secchi che lì, come altrove in Europa e nel mondo, ha lavorato per anni)».
«Abbiamo privilegiato - aggiungono i tre - un approccio che ignorasse la logica della separazione, sintetizzabile nello sciagurato aggettivo "parallelo". Decidere come fare una città a misura di bambino; decidere come evitare di dividere la città in due parti, quella dei ricchi e quella dei poveri; decidere il futuro della collettività, immaginando ed indirizzando spazi pubblici e spazi privati, nel nome di un interesse superiore a quello dei milioni di interessi particolari che compongono la città stessa. Abbiamo parlato di tutto questo, con parole decisamente più appropriate delle nostre grazie alla qualità dei nostri ospiti».
Evidentemente,affermano Calussi, Formichella e Mangani, «il sindaco ritiene che questi argomenti siano di poco conto; gli suggeriamo pertanto di ascoltare il podcast, è disponibile sul sito di Radio Spin, radio universitaria della nostra città. Se lo facesse, capirebbe che attaccare Secchi ed i nostri ospiti in modo così scomposto è stata una sciocchezza colossale, che l'ha esposto al ridicolo verso i presenti e non solo. Il tutto, per una frase presa dal contesto. Confermiamo: Chinatown o Macroletto zero o zona di via Pistoiese che si voglia chiamare, trattasi di una zona estremamente difficile ma estremamente affascinante.
«Nel profondo - è la conclusione - deve pensarlo anche il sindaco Cenni perché - come è già stato ricordato da altri - ha presentato un progetto per il concorso indetto dall'ex Sindaco di New York, il miliardario Bloomberg; un progetto sul Macrolotto Zero per il quale Cenni spera di ottenere 5 milioni di euro. Se Cenni fosse venuto al Curiel, avrebbe potuto illustrarlo e non si sarebbe perso in un bicchiere d'acqua come invece ha fatto. Il progetto di Cenni per il Macrolotto Zero si chiama "parco della cittadinanza Universale": il nome ci piace. Sul progetto, invece, non possiamo esprimerci perché nessuno ne sa nulla (a partire dal Sindaco, evidentemente)».
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