Il Tirreno

Prato

In campo i restauratori per ripulire la basilica

In campo i restauratori per ripulire la basilica

Per la terza volta parte l’operazione anti writer in Santa Maria delle Carceri all’opera il gruppo Borgo al Cornio. L’intervento pagato dalla circoscrizione

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PRATO. E’ la terza volta e il presidente della circoscrizione Centro che ha sborsato i soldi, spera sia anche l’ultima.

I restauratori del gruppo pratese “Borgo al Cornio” - presidente Daniele Piacenti del famoso laboratorio di restauro chiamato a intervenire anche nelle chiesa della natività a Betlemme - da alcuni giorni sono nuovamente alle prese con le incursioni dei writers sui muri della basilica di Santa Maria delle Carceri.

L’ultima ripulitura era stata nell’agosto del 2011, più di tre anni fa, durante i quali pennarelli e vernici sono tornati in azione. Molte le dichiarazioni d’amore che però questa volta rischiano di essere indelebili. Infatti, sulla pietra che ricopre la parte bassa della chiesa, lastroni di marmo di Prato, il serpentino e pietra alberese, pare siano state usate vernici particolari che potrebbero lasciare aloni, nonostante gli sforzi.

«La situazione appare più complicata - spiega Massimo Taiti, presidente della circoscrizione Centr - perchè secondo i restauratoti, in particolare sulle lastre di alberese, quel tipo di tinta potrebbe non scomparire completamente». Un danno serio a uno dei pezzi pià pregiati dei tesori architettonici di Prato.

La circoscrizione ha messo a disposizione oltre 5mila euro per la ripulitura che verrà effettuata, appunto, dai migliori nel campo del restauro. I lavori del gruppo di Borgo al Cornio sono partiti il 20 febbraio scorso e dovrebbero terminare entra la fine di marzo, quando anche la pavimentazione della Carceri si suppone sarà terminata e il nuovo spazio pedonale sarà restituito alla città.

«Speriamo - è il commento dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Caverni - che sia l’ultima volta che si è costretti a pulire le scritte sui muri della basilica. Abbiamo notato, però, che nelle zone riqualificate della città, le scritte diminuiscono proporzionalmente all’aumento del rispetto che si ha per le cose belle”.

L’ultimo intervento di ripulitura sui muri che pare ormai abbiano il primato dell’imbrattamento, risale al 2011. Anno nel quale un ragazzino di quindici anni fu visto scrivere sulle pareti della basilica e denunciato. In quell’occasione fu il vicesindaco Goffredo Borchi a chiedere il pungo duro contro chi rovina, con le scritte, i monumenti: «Ci vorrebbero - disse - i lavori forzati: obbligarli a ripulire tutto e per bene».

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