Sicurezza
170 insegnanti in cerca del posto fisso
È il numero dei precari delle medie e delle superiori ammessi alla frequenza a Firenze, Pisa o Siena. Costo: 2.500 euro
PRATO. Dopo sei mesi di attesa, l’ufficio scolastico regionale ha finalmente pubblicato le graduatorie degli ammessi ai Pas, i percorsi abilitanti speciali per i docenti con anni di esperienza alle spalle, ma privi dell’abilitazione all’insegnamento e del posto fisso.
A Prato sono circa 170 i professori di scuole medie e superiori ammessi a frequentare i corsi attivati presso i tre atenei toscani di Firenze, Pisa e Siena, le sedi dei conservatori musicali e le accademie artistiche. Un esercito di precari, che si va a sommare agli ammessi al Pas di tutte le altre province toscane, persone già laureate da tempo e inserite nelle graduatorie di III fascia di istituto che, ogni anno, vivono aspettando telefonate e mail per supplenze temporanee negli istituti pratesi.Per loro ora si apre una nuova opportunità che, forse, potrà farle avanzare di punteggio e inserirle nelle graduatorie provinciali ad esaurimento. Il condizionale è d’obbligo, perché il Miur non si è espresso con grande chiarezza sul valore di questa abilitazione. Il ministero ha delegato alle università il compito di organizzare la formazione e i tre atenei toscani si sono trovati d’accordo sul prezzo dell’iscrizione: ogni docente che desidera frequentare il percorso speciale dovrà sborsare 2.500 euro.
Ma entriamo nel dettaglio e guardiamo chi sono i prof precari pratesi ammessi in graduatoria in base ai precisi requisiti pubblicati sul bando lo scorso luglio. Dall’analisi dei dati, sembra che la maggior parte dei docenti ammessi sia legata alle scuole medie e ai laboratori pratici, meno invece coloro che concorrono per le abilitazioni alle superiori. La classe di concorso con più richieste è la A033, “Educazione tecnica nella scuola media”, con 32 presenti, seguita dalla A059 “Scienze matematiche, chimiche e fisiche nella scuola media”, 28, e A043 ovvero “Italiano, storia ed educazione civica, geografia nella scuola media”, con 16 presenti.
A questi seguono gli iscritti alle classi di concorso linguistiche, 6 per spagnolo alle medie, 5 per francese e inglese sempre in scuole di tale grado. Singoli candidati invece per tante classi di concorso più specialistiche, non presenti in tutti gli indirizzi scolastici. Tra queste, solo per menzionarne alcune, “Tecnologie tessili”, “Chimica”, “Scienze e meccanica agraria”, “Progettazione tecnica per la ceramica”, “Arredamento e scenotecnica”. In definitiva questa è una guerra tra precari, anche “storici” che, alla soglia della pensione, si rimettono in gioco per frequentare corsi che offrono l’abilitazione. Non c’è da stupirsi se tra gli ammessi pratesi ci sono anche docenti ultra sessantenni e molti sulla soglia dei cinquant’anni.
Gli insegnanti ammessi ai Pas sono stati assegnati ai tre atenei in base alla provincia di residenza o al particolare corso attivato. Per la maggior parte dei pratesi la sede universitaria di frequenza sarà Firenze, ma potrà capitare anche di trovare qualcuno dirottato verso Pisa o Siena proprio per l’assenza nell’ateneo più vicino di un particolare insegnamento.
Lunedì l’ateneo fiorentino e quello di Pisa daranno il via alle immatricolazioni, mentre Siena ha già iniziato da una settimana. I tempi sono però ristretti perché il 17 marzo è già previsto l’inizio delle lezioni. Per il momento non si conoscono le materie e gli orari di frequenza. Solo l’università di Firenze ha reso noto che i corsi, con obbligo di frequenza, si svolgeranno per quattro pomeriggi alla settimana, e questo provocherà non pochi problemi a chi oggi ha incarichi nella scuola o impieghi lavorativi pomeridiani. Nella lunga lista degli ammessi pratesi non compaiono i circa 90 insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria perché, per il momento, per questi ordini di scuola, sembra che il percorso abilitante non venga attivato.
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