Sito di stoccaggio di un rifiuto nocivo scoperto a Prato
Il gruppo Prato insieme ai 5 Stelle chiede formalmente di conoscere dove sia. Il deposito è stato trovato in seguito alle indagini della Forestale e di Arpat sulla vendita come scarto di lavorazione “polverino 500 mesh”. Undici denunciati
PRATO. E’ il gruppo Prato insieme a 5 Stelle a chiedere ad Arpat, alla Forestale e alla magistratura fiorentina dove sia collocato a Prato il sito nel quale sarebbe stato stoccato un rifiuti nocivo, il “polverino 500 mesh”. L’esistenza del sito è emersa a conclusione di un’indagine svolta dalla Forestale che ha portato, alcuni giorni fa, all’iscrizione nel registro degli indagati di 11 persone, tra Massa Carrara, Viareggio, Biella e Prato.
Si tratta di un rifiuto sabbioso contenente metalli pesanti, uno scarto derivato dal sistema di abbattimento polveri di un impianto che tratta altri rifiuti che, invece di essere smaltito, secondo l’indagine della Forestale, veniva stoccato in big bags per poi essere rivenduto come sottoprodotto per la produzione di calcestruzzo.
«Come è risultato da un'indagine della Procura di Firenze nella nostra città - spiega Matteo Bresci, portavoce del gruppo - ci sono un sito, una società e probabilmente alcune abitazioni nelle quali è presente una sostanza nociva chiamata "polverino 500 mesh. Senza voler procurare ulteriore allarme - continua - il gruppo "Prato Insieme a 5 Stelle" chiede formalmente che i cittadini siano messi a conoscenza di dove sia posto tale sito, chiederne un'immediata messa in sicurezza e conoscere le eventuali abitazioni nelle quali è presente il "polverino 500 mesh"”. “Questo - conclude - per vedere garantito il diritto alla salute dei cittadini pratesi e per creare una coscienza sui danni che certi rifiuti e le attività a esse legati possono creare”.
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