Il Tirreno

Prato

Karavan, le associazioni sfidano il sindaco Roberto Cenni

di Carlandrea Poli
Karavan, le associazioni sfidano il sindaco Roberto Cenni

Il movimento che si oppone alla costruzione del Monumento al vento sulla Calvana pronto ad attaccare sul modo con cui è stata gestita l’arte contamporanea a Prato

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PRATO. I comitati cittadini e le associazioni ambientaliste sfidano il sindaco Roberto Cenni sull'arte contemporanea. Il nuovo step della lotta contro il Monumento al Vento è il passaggio dalla protesta alla proposta.

«Dimostreremo che l'arte contemporanea a Prato è stata finora un circuito per pochi privilegiati – attacca il portavoce del vasto gruppo di associazioni e comitati, Roberto Dei –. La Torre di Karavan è un orribile monumento di cemento armato, mentre il museo Pecci è stato finora utilizzato in maniera poco democratica, costando fior di milioni ai cittadini di Prato. A questo punto vogliamo mostrare una nuova sensibilità della città e, per questo, terremo delle iniziative per coinvolgere i veri protagonisti dell'arte contemporanea. Noi vogliamo essere una forza propositiva».

Il calendario di eventi dovrebbe essere ufficializzato tra un paio di settimane e sarà all'insegna della “partecipazione”. Una parola molto cara a Dei anche per la sua lista civica “La nuova Prato di tutti noi” che si presenterà alle prossime amministrative. E al sindaco Roberto Cenni presenta ora il conto per una promessa non mantenuta: «Si era impegnato pubblicamente in televisione e sui giornali ad incontrarci in un'assemblea pubblica. Questo non è avvenuto. Non possiamo che stigmatizzare questo atteggiamento piuttosto irriguardoso verso i cittadini». Nei mesi scorsi, era saltato anche il dibattito in consiglio comunale.

D'altronde, dinanzi allo stop del sindaco a tenere la riunione al Metastasio per l'impossibilità in questo momento per il Comune di accollarsi la spesa dell'affitto per una sera dei locali, Dei aveva risposto mettendo sul piatto la disponibilità del suo gruppo di saldare il costo del teatro. Dopodiché è calato il silenzio. E questo ha irritato non poco i comitati e le associazioni ambientaliste, che traggono ora una conclusione piuttosto immediata: «Dal sindaco sono arrivate solo parole al vento, non ha onorato il suo impegno».

Da Poggio Castiglioni, dove ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto della battaglia contro il Monumento al Vento, Dei si incarica di smontare quella che considera una “balla”, quella dell'abusivismo esistente: «Cenni ha fatto molto fumo su questo punto. Se ci sono dei maiali allo stato brado potrebbe far intervenire i vigili. Le antenne telefoniche, invece, sono state probabilmente condonate alcuni anni fa nella scorsa amministrazione comunale. Vorremmo, quindi, sapere con certezza, documenti urbanistici alla mano, quali sono gli elementi abusivi a Poggio Castiglioni. L'idea che solo con la Torre di Karavan si rimetterebbe tutto a posto è una balla che va sfatata».

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