Finanza
Arrestati due spacciatori di eroina e marijuana
PRATO. Un’altra sentenza che farà discutere è stata pronunciata ieri dal giudice monocratico Monica Jacqueline Magi. Il giudice ha assolto un imprenditore che era accusato di aver omesso un...
PRATO. Un’altra sentenza che farà discutere è stata pronunciata ieri dal giudice monocratico Monica Jacqueline Magi. Il giudice ha assolto un imprenditore che era accusato di aver omesso un versamento dell’Iva per circa 400.000 euro. Lo scorso 4 febbraio lo stesso giudice aveva assolto il titolare di una rifinizione per l’omesso pagamento di 170.000 euro di Irpef e Iva (l’imprenditore aveva pagato prima operai e fornitori e poi le tasse).
Anche l’imputato giudicato ieri, titolare di una Srl in liquidazione, già attiva nella vendita di tessuti, difeso dall’avvocato Luca Brachi, si è giustificato dicendo di aver pagato prima i creditori e poi di aver rateizzato con l’Agenzia delle Entrate e con Equitalia il pagamento dell’Iva (i fatti sono del 2006).
«Pur consapevole del fatto che queste sentenze hanno un'indubbia risonanza sociale in distretti industriali caratterizzati dalla piccola impresa e falcidiati dalla crisi economica che va oltre le questioni tecnico-giuridiche - commenta l’avvocato Brachi - è doveroso far presente che non si tratta di decisioni indotte da comprensione per l'imprenditore in crisi o da "buonismo" seguito all'attuale congiuntura economica negativa; sono sentenze che, senza indulgere ad alcun automatismo fra crisi finanziaria ed assenza di responsabilità per l'omesso versamento, affrontano e risolvono una delicata serie di questioni giuridiche afferenti la Teoria generale del reato e, segnatamente, la natura dell'evento del reato ed il dolo nei reati omissivi di pura condotta, quando condotta ed evento coincidono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google