Sicurezza
Prato, licenziamento in vista per nove dipendenti del museo Pecci
Fallito il tentativo di conciliazione, il sindaco Roberto Cenni conferma la decisione di risolvere il rapporto di lavoro e chiede alla Regione di aumentare il proprio sostegno
PRATO. Fumata nera. È definitivamente saltato il tentativo di conciliazione riguardo alla procedura per il licenziamento di nove dipendenti del Centro Pecci. L’ultimo incontro si è rivelato infruttuoso e quindi il Centro procederà ad avviare le procedure per la cessazione del rapporto di lavoro.
Il sindaco Roberto Cenni, presidente del consiglio di amministrazione del Pecci,ha comunque affermato che non verranno inviate immediatamente le lettere di licenziamento, anche se gli spazi sembrano davvero esigui. Cenni vuol capire dalla Regione se è possibile prevedere una sorta di corsia privilegiata per la riassunzione di tutti o di parte dei dipendenti qualora venisse costituito, come richiesto dalla Regione stessa, un soggetto unico per la gestione di una serie di servizi comuni a tutti i musei pratesi, inclusi quelli diocesani.
«In ogni caso - ha affermato Cenni - attendiamo di capire, una volta che verrà nominato un nuovo assessore regionale alla Cultura, se Firenze intende confermare i propri impegni rispetto al Pecci, visto che quest’anno scade l’impegno triennale a sostenere il Centro con un contributo da 500mila euro l’anno. Anzi, chiedo alla Regione di elevare il prorio contributo al livello di quello erogato dal Comune, pari a 1 milione e 250mila euro».
“ Non c’erano le condizioni per chiudere la procedura per la divergenza sulla modalità di attuazione del piano di rilancio del Centro Pecci” così il segretario generale della Cgil Alessandro Fabbrizzi, presente oggi pomeriggio alla incontro in provincia. “ ritengo necessario comunque un progetto che valorizzi le risorse interne senza impedire il coinvolgimento delle strutture esterne- chiarisce fabbrizzi, ritenendo che il progetto di rilancio con sinergie di soggetti esterni non preveda anche il taglio del personale attuale. “ Per questo con la provincia chiederemo un incontro con gli assessori di riferimento della regione” chiude il segretario generale Cgil.
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