Il Tirreno

Prato

La Cap si rivolge al Tar per chiedere soldi a Comune e Provincia di Prato

di Carlandrea Poli
La Cap si rivolge al Tar per chiedere soldi a Comune e Provincia di Prato

Il direttore Alberto Banci: «Prorogato il servizio di trasporto senza adeguare i costi». Nel futuro una promessa: un piano di 250-300 assunzioni in 15 anni

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PRATO. Cap fra bastone e carota. Fa la faccia feroce con Comune e Provincia, citando i due enti in tribunale. Mentre, alla città prospetta un piano di 250-300 assunzioni nell'arco di 15 anni derivanti dal piano di riorganizzazione di Ataf, recentemente acquisita. La cooperativa del trasporto pubblico ha trascinato dinanzi al Tar e al giudice civile l'amministrazione comunale e provinciale per ottenere un milione di euro in più. L'ha rivelato oggi, 21 febbraio, nel corso di un'audizione in commissione controllo e garanzia, il direttore di Cap Alberto Banci: «Contestiamo il fatto di dover garantire il regolare servizio in condizioni sottopagate. Non possiamo essere obbligati a lavorare in questa situazione, lo consideriamo lesivo della libertà imprenditoriale. Chiediamo soltanto che ci vengano riconosciuti gli adeguamenti del costo del servizio”.

La maggiore dotazione rivendicata andrebbe a coprire il biennio 2011-12. E ci sono dei solidi precedenti: a Firenze, ad esempio verso Cap-Fs gli enti locali hanno già transato 12 milioni di euro, a Lucca l'importo si è aggirato sugli 1,5 milioni. A dimostrazione che il peccato originale non va attribuito a un caso pratese o a una peculiarità politica locale: la responsabilità principale, a tal proposito non viene fatta ricadere né sulla giunta Gestri né sulla giunta Cenni. È lo stesso Banci che invita a rivolgere lo sguardo verso la Regione, specialmente all'indirizzo di Enrico Rossi. I

Il governatore dopo la scadenza del contratto di servizio nel 2010 aveva promesso un bando di gara regionale, slittato progressivamente fino ad oggi, così che le società affidatarie del trasporto pubblico sono state costrette ad andare avanti con delle proroghe mese dopo mese. La stessa gara, del resto, rappresenta una grande incognita persino per la sopravvivenza pura e semplice del sistema del trasporto pubblico toscano, specialmente se a spuntarla dovesse essere una società estera: «Verrebbe azzerato un sistema industriale che in Toscana è stato capace di ristrutturarsi».

D'altronde Banci offre subito il visibile vantaggio di una vittoria di Cap: un piano di assunzioni nei prossimi 10-15 anni. «Porteremmo la gestione logistica delle linee verso Firenze e Campi Bisenzio da Ataf verso Prato. A man, mano che gli autisti Ataf andranno in pensione noi prenderemo nuovi autisti in città. Verrebbe creata nuova occupazione a beneficio del territorio». (C.P.)

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