La manifestazione
Stretta creditizia, Prato a -10,1%
L’indagine del Osservatorio di Confindustria, nell’edilizia meno 16,4%
PRATO. Non si allenta la stretta creditizia per le imprese pratesi e pistoiesi. Anche gli ultimi mesi del 2013, messi sotto esame dall’osservatorio del credito di Confindustria, sono stati estremamente difficili, con ulteriori restrizioni dei prestiti e tassi di interesse stabilmente al di sopra della media italiana. Il punto sulla situazione l’ha fatto il Centro studi Confindustria di Prato e Pistoia, che ieri nella sede dell’Associazione di piazza Garibaldi a Pistoia, ha presentato l’ultima edizione del rapporto, curato dal responsabile del Centro, Renzo Vettori, sulla base delle cifre messe a disposizione da Bankitalia, che giungono fino al mese di ottobre scorso.
A Pistoia la flessione dei finanziamenti accordati ha toccato il 6,4% sul livello di dodici mesi prima, in accelerazione rispetto all’inizio dell’anno. Ancora più forte il “credit crunch” a Prato, che ha raggiunto il -10,1%, cioè il tasso di contrazione più elevato dall’inizio della crisi. Questo in generale: guardando ai singoli settori, risalta – in tutte e due le province – la brutalità della stretta nell’edilizia, dove i prestiti accordati sono scesi del 16,4% a Prato e del 15,8 a Pistoia. Scarseggiano le risorse liquide e il tasso di interesse non accenna a scendere, anzi. I tassi sui crediti a revoca (come i fidi, quelli cioé potenzialmente più rischiosi per le banche) a settembre erano del 9,5% in tutte e due le province, cioè nettamente più alti della media toscana (9,2) e soprattutto di quella italiana (8%). In realtà, guardando il movimento dei tassi negli ultimi mesi, si nota una lieve riduzione per Prato, ma secondo il Centro studi confindustriale, questo è da addebitare soprattutto a una domanda di crediti relativamente più debole sulle sponde del Bisenzio. E poi si tratta comunque di numeri molto piccoli. Continua anche la corsa dei crediti in sofferenza (cioè quelli che le banche disperano di poter recuperare): Prato , col suo +17,1% è quasi allineato alla media italiana (18,1), Pistoia per il momento gode di una situazione migliore (5,1% di crescita). Un segnale in controtendenza è quello che lo studio coglie sui finanziamenti oltre il breve termine, soprattutto per l’acquisto di immobili: dopo trimestri e trimestri di caduta, il calo dei finanziamenti sembra essersi interrotto.
Prevedibili i toni preoccupati con cui i rappresentanti confindustriali hanno commentato le cifre del rapporto. Giovanni Moschini, vicepresidente dell’Unione industriale pratese, ha sottolineato che «mentre i tassi europei segnalano un allentamento della stretta creditizia, in Italia non si avverte questa inversione di tendenza. Invece c’è bisogno di un cambio, soprattutto di regole, a livello internazionale. La speranza è che il nuovo governo intervenga rapidamente in questo senso».
Fabio Calamati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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