Italia
Ritorna a Prato Bernardo Secchi, il padre della mixitè
Venerdì 21 febbraio alle 17 un incontro al circolo Curiel a Chinatown organizzato da Open Prato. L’architetto Roberto Vezzosi: “Un’occasione senz’altro da non perdere per porre nuovamente al centro della discussione la questione Prato in termini di convivenza e rigenerazione”
PRATO. Ritorna a Prato il "padre" della mixitè, la mescolanze tra edifici industriali e residenziali che, secondo Bernardo Secchi, tra i più noti urbanisti italiani, ideatore e firma dell'ultimo Prg di Prato, è la cifra urbanistica della città. Ritorna domani, venerdì 21 febbraio, alle 17, al circolo Curiel di via Falbio Filzi 39, per parlare "Di un'idea di città" con Ilda Curti, assessore a Torino, amministratore pubblico con deleghe alla rigenerazione urbana e all'integrazione (amministrazioni Chimparino e Fassino), riuscita nell'operazione difficilissima di riqualificare e rilanciare i quartieri di Torino ad alta densità immigratoria.

Sopra Ilda Curti e Bernardo Secchi
Insomma un appuntamento importante, organizzato dall'associazione Open Prato (Maurizio Calussi, Simone Mangani entrambi consiglieri comunali e Angelo Formichella, nel cda del Pecci) "per discutere - spiegano - del governo urbanistico della città a partire dal Macrolotto zero, la chinatown pratese, così battezzato proprio da Secchi, dove si concentrano difficoltà e opportunità della Prato del futuro". All'incontro con Secchi e Curti che avverrà proprio nella chinatown, hanno contribuito l'urbanista Roberto Vezzosi, Massimo Bressan, antropologo, Andrea Valzania, sociologo, Fabio Bracci, sociologo e Luca Bravi, storico.
Per l'archittetto Vezzosi "E' l'occasione per porre nuovamente la centro della discussione pubblica la questione urbana" con l'apporto di ulteriori esperieze. "Credo - continua Vezzosi che si un'occasione da non perdere anche perché Secchi ha fatto il nuovo piano strutturale di Anversa, e assieme a Viganò, si è dovuto confrontare con temi che assomigliano a quelli di Prato. Nella città belga si erano sviluppate molte tensioni per la presenza dei migranti, con una crescita impetuosa del partito xenofobo, che ad un certo punto aveva anche vinto le elezioni, come Aldo Milone insomma. Quando sono stati chiamati, dalla nuova amministrazione di centro sinistra, anche Anversa era una città quasi disperata, con alle spalle anni di incapacità ad affrontare i propri problemi, tra cui, oltre a quelli economici, quelli legati all'immigrazione e alla convivenza. La domanda che gli hanno posto i nuovi amministratori è stata "dateci una visione al futuro" della nostra città. Capacità di ascolto, come sperimentato proprio a Prato nel Prg, e visione una complessiva sono stati i cardini del lavoro svolto, che ha avuto successo. Questo ci proponiamo con l'incontro con lui e con Ilda Curti. Facciamo tutto per ritrovare "un'idea di città", che le ultime amministrazioni avevano senz'altro perso".
In cosa può ancora essere utile la riflessione di Secchi?
"Le difficoltà di Prato possono essere sinteticamente riassunte nel modo che Secchi definisce come "nuova questione urbana". Il diritto alla città, ai suoi servizi, la separazione sempre più profonda tra la città dei ricchi e la città dei poveri sono questioni cruciali, attraverso le quali si possono leggere in prospettiva i temi del Macrolotto 0, dell'area dell'ex Ospedale, l'ex Banci e molto altro. Sono tutti temi che devono essere tenuti insieme e non pensare che possono essere affrontati caso per caso. Una grande riflessione sul "diritto alla città" è già stato sicuramente il suo piano di Prato, a partire dal processo che ha portato Secchi e i suoi ad ascoltare gli abitanti e gli imprenditori, nelle case del popolo, nei paesi e nei quartieri. Anche recentemente, durante una sua visita improvvisa, abbiamo potuto misurare come chi rivendicava questo diritto sia ancora grato a quello sforzo ed è anche per questo che l'incontro si svolgerà nel cuore del Marcolotto 0, in un circolo di frontiera com'è il Curiel".
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