Il dolore
Telecamere nei giardini e al Soccorso
La Regione ha messo a disposizione di Prato altri 120mila euro per la videosorveglianza delle zone a rischio
PRATO. «Tutte le forze dell'ordine stanno facendo il massimo e si stanno attrezzando per riuscire ad essere ancora più efficaci nel rispondere alle richieste dei cittadini in materia di prevenzione e repressione dei reati. Ma se anche i cittadini cominciassero a pensare in un'ottica di autodifesa, cercando di eliminare quelle condotte che li rendono prede appetibili dei maleintenzionati, ci sarebbero meno casi di microcriminalità». E' più o meno questo il concetto che il prefetto, Maria Laura Simonetti, esprime al termine del Tavolo sulla sicurezza al quale hanno preso parte tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine presenti sul territorio oltre ai rappresentanti di Comune, Provincia e Regione Toscana. Una riunione voluta dal prefetto nell'ambito del patto Prato Sicura.
E la prima notizia che emerge, la porta Vinicio Biagi a nome della Regione Toscana: «In bilancio ci sono già 120mila euro destinati a Prato, purchè venga presentato un progetto concreto e condiviso per potenziare il sistema di videosorveglianza». E al termine dell'incontro il progetto di massima è già bell'e pronto. «Nel 2013 le videocamere di sorveglianza sono passate da 63 a 73 - dice il prefetto Maria Laura Simonetti - Con questo nuovo finanziamento da parte della Regione credo che saremo in grado di poter installare altre dieci videocamere e, d'accordo con tutte le forze dell'ordine, abbiamo deciso che andranno a coprire i giardini pubblici, il macrolotto e le altre zone ritenute a rischio, come il quartiere del Soccorso. Se le zone interessate sono già coperte dalle fibre ottiche tutto sarà più veloce».
Si parla di giardini pubblici e quindi è facile prevedere che verranno presi in considerazione anche quelli della Passerella che sono spesso all'attenzione pubblica per le denunce dei residenti. «La situazione è già molto migliorata negli ultimi tempi - interviene il questore Filippo Cerulo - Abbiamo fatto dei servizi specifici, rimodulando anche i servizi delle pattuglie Pegaso (quelle con i militari ndr). Ho parlato personalmente con alcune mamme che frequentano quei giardini e ho avuto conferma che la situazione si è normalizzata».
Al tavolo della sicurezza sono stati portati anche i numeri che riguardano i risultati ottenuti dalle varie forze dell'ordine in questi primi mesi del 2014. Numeri che avrebbero potuto essere anche più importanti se «non venissimo spesso chiamati per far fronte a delle paure personali più che a dei pericoli reali - dice polemico il questore Cerulo - Purtroppo, spesso, dobbiamo distogliere del personale da indagini importanti per far fronte a richieste di cittadini che trasformano nella loro immaginazione situazioni normali in situazioni pericolose solo perché si trovano di fronte qualcuno che ha il colore della pelle diverso dal proprio». E, nonostante questo, i numeri sono importanti visto che in un mese e mezzo sono state arrestate 54 persone e denunciate altre 154. Otto sono state le persone espulse e quattro le partecipazioni ai blitz interforze. Anche il colonnello Gino Reolon della Guardia di Finanza conferma l'intensificazione dei controlli «Sono state più di trecento le aziende ispezionate dall'inizio dell'anno - dice il comandante della Finanza - Abbiamo accertato Iva evasa per 7 milioni e imponibile no ndichairato per 25 milioni»
Al tavolo della sicurezza sono presenti anche il comandante Andrea Pasquinelli della Polizia Municipale; Vincenzo Bennardo dei Vigili del fuoco, che parla dei 653 interventi fatti fra dicembre 2013 e gennaio 2014 con otto comunicazioni di reati alla procura. E del comandante dei carabinieri, Gabriele Stifanelli di cui si dice nell'articolo a fianco, così come del comandante della Guardia forestale Alberto Bronzi di cui si parla nella pagina della Provincia.
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