Sicurezza
Un’assemblea pubblica per riaprire la casa di riposo
Prato, l’iniziativa indetta da un comitato che chiede di non sradicare gli anziani dal quartiere e di rimette in funzione la struttura di via Roma
PRATO. La casa di riposo di via Roma deve riaprire. A chiederlo il Comitato promotore per il ripristino della casa di riposo in via Roma 101, fondato da Franco Zaccanti, Laura Luchetti e Franco Lognoli che in occasione dell'assemblea pubblica nel centro sociale di via Milano, ha anche lanciato la campagna per la raccolta delle firme.
«Abbiamo iniziato la nostra battaglia nel 2006 – spiega Lucchetti – quando l'amministrazione comunale ha deciso di chiudere la struttura per trasferire una parte degli uffici dell'assessorato al sociali e quelli delle politiche d'integrazione. Abbiamo perso in quanto ci è stato detto che la casa di riposo non era a norma e che non c'erano i fondi necessari per i lavori».
Gli ospiti, una settantina, sono stati smistati fra le strutture di Paperino di Narnali e di Villa Niccolini «Sradicare un anziano dal proprio territorio e dall'affetto della famiglia – spiega Zaccanti – è una scelta sbagliata, se non è possibile riattivare via Roma va bene qualsiasi altra sede, basta che sia all' interno del quartiere».
Eppure al casa di riposo di via Roma è stata istituita nel 1908 su un terreno di Adriano Zarini con il preciso obiettivo di creare una struttura per malati e anziani. «Fino a quando non è stata chiusa – ricorda Giuseppina Scala – dal punto di vista organizzativo funzionava. Per tanti anno ho fatto volontariato in questo luogo e so come veniva gestita».
Per trasportare in via Roma gli uffici comunali sono stati rifatti i pavimenti e l'impianto elettrico, migliorie che potrebbero essere anche utilizzate per il ripristino della casa di riposo. «Si potrebbe ampliare ulteriormente il progetto – spiega Enrico Meccantini intervenuto all'assemblea a titolo personale – creando anche un centro diurno per anziani e dei poli ambulatori. Per i finanziamenti si potrebbe pensare ad un project financing».
I promotori del comitato raccoglieranno le firme presso la sede del centro sociale, ma anche con un' azione porta a porta. «Inviteremo i candidati sindaci alle prossime elezioni – annuncia Lognoli- per capire come intendono gestire la questione».
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