Il Tirreno

Prato

Società cinese dona soldi al Dagomari

di Maria Lardara
Società cinese dona soldi al Dagomari

Troppi studenti orientali, gli imprenditori della comunità si mobilitano per sostenere lo studio della lingua italiana

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PRATO. Tutto ebbe inizio con un gioco di ruolo tra ragazzi in appendice allo spettacolo “Cooking”, allestito nella palestra del Dagomari. Era fine settembre, presente l’assessore all’Integrazione Giorgio Silli perché il Comune con 27mila euro è il finanziatore del progetto "Cooking" realizzato dallo spazio Compost e sostenuto con fondi ministeriali attraverso, appunto, l’assessorato all’Integrazione. La parola fu data ai ragazzi: a galla venne il disagio di convivere nelle classi “ghetto”, dove il vocabolario prevalente è il cinese, sentito sulla pelle anche degli studenti stranieri. Poi però gioco e finzione si sono trasformati in un’azione seria e il finale è che un gruppo di imprenditori cinesi, alcuni dei quali spettatori di quel momento che faceva emergere i conflitti di convivenza, ora si sta prodigando per fare arrivare contributi all’istituto di via Reggiana attraverso un’importante società della Grande Muraglia.

Dagomari, non a caso: è lo stesso istituto tecnico dove gli allievi stranieri sono il 52% su mille studenti frequentanti, di questi il 90% parla cinese. E’ lo stesso istituto finito sotto i riflettori a settembre perché si era formata una classe composta da soli orientali: tanta fatica per i professori che devono riuscire nell’impresa di spiegare e farsi tradurre poi la lezione in cinese dall’alunno che mastica meglio l’italiano. Ecco perché quel gruppo d’imprenditori, tutti di seconda generazione e radicati da anni a Prato con le loro aziende nel Macrolotto, ha deciso di dare una mano per favorire la prima alfabetizzazione dei figli dell’Impero Celeste, giovanissimi che spesso entrano in classe a metà anno per poi abbandonare gli studi prima di diplomarsi in ragioneria.

Scuola capace di sfornare anche dei geni, il “Dagomari”. Come Jiang Ge che, fresco di diploma conseguito nel 2011, riuscì a varcare la soglia della Bocconi. Ma occorrono risorse per potenziare l’integrazione linguistica degli alunni stranieri e il budget complessivo ministeriale assegnato all’istituto, messo a bilancio per il 2014, è pari a 49.736,80 euro, diminuito rispetto all’anno precedente (52.359,82 nel 2012/2013). Tra le previsioni di altri finanziamenti pubblici, anche 15.181,90 euro provenienti dal progetto “accoglienza degli alunni stranieri” della Provincia. Ora la novità è che anche i cinesi contribuiranno alle attività della scuola, alla luce proprio delle difficoltà emerse per l’insegnamento dell’italiano in alcune classi. E’ la prima volta che la generosità dagli occhi a mandorla, dopo la sanità, si fa sentire nel mondo dell’istruzione. Si parla di cifre intorno a 30mila euro (per ragioni di privacy non è possibile risalire al nome della società cinese benefattrice). Tra le pieghe della relazione relativa all’esercizio finanziario 2014, pubblicata sul sito internet del “Dagomari”, si legge che «un’importante società cinese, attraverso l’intermediazione di alcuni imprenditori che operano sul mercato pratese, ha espresso la volontà di dare alla scuola dei contributi per favorire l’integrazione degli alunni stranieri». La preside Maria José Manfrè si è trincerata dietro un “no comment”. Il plauso a iniziative di questo tipo arriva però dall’assessore all’Integrazione Giorgio Silli. «”Cooking” è stata una bellissima esperienza. La donazione cinese a una scuola pratese, la prima di cui abbiamo notizia, è da salutare come una buona pratica d’integrazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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