La protesta
L’allarme di Lamberto Gestri: gli argini dell'Ombrone i punti più critici
Prato, prosegue il monitoraggio su fiumi e torrenti. La Provincia attiverà interventi in somma urgenza, ma chiede di allentare il patto di stabilità
PRATO. Prosegue su fiumi e torrenti la ricognizione della Provincia sui danni causati dalle ondate di maltempo che si sono succedute nelle ultime settimane.
«Gli argini dell'Ombrone restano i punti maggiormente critici sui quali - afferma il presidente della Provincia Lamberto Gestri - è necessario intervenire immediatamente. Ci sono lavori urgenti che interessano l'intero sistema idrogeologico e che le regole per il contenimento della spesa pubblica paralizzano, anche se abbiamo a disposizione - e bloccati in banca - oltre 40 milioni di euro. Occorre liberare il nostro ente dai lacci imposti dal patto di stabilità». La sicurezza dei cittadini viene prima, afferma Gestri rinnovando l'appello lanciato al presidente Giorgio Napolitano.
Solo dall'inizio del 2014 sono state quattro le emergenze a cui è stato necessario far fronte (5, 18 e 30 gennaio, 10 febbraio), ma le conseguenze di questi attacchi climatici non possono essere evitate se non si mette mano agli interventi di prevenzione e ristrutturazione necessari.
Gestri, insieme alla dirigente Carla Chiodini, ha partecipato all'incontro che si è tenuto in Regione con il presidente Enrico Rossi. Dalla riunione è emersa una convergenza su tre richieste da avanzare al governo: il riconoscimento ai cittadini di un omogeneo trattamento ad esempio sul pagamento dei danni; la disponibilità dello Stato a collaborare con la Regione negli interventi di prevenzione e la disponibilità, sempre dello Stato, a sostenere le spese per le somme urgenze.
E proprio una nuova procedura di somma urgenza è stata attivata dalla Provincia per tamponare l'emergenza a Case Coveri, dove la piena ha eroso l'argine in prossimità delle abitazioni. La mappa dei dissesti stilata dalla Provincia con la stima dei danni calcolati continua a crescere, ai 2,7 milioni si aggiungono infatti ulteriori 4/500 mila euro.
Nel giro di pochi giorni dovrebbe concludersi la nuova mappatura aggiornata che andrà a completare la situazione degli interventi necessari. Intanto proseguono a Candeli le opere di consolidamento della scogliera, franata dopo la piena dell'Ombrone, e prossima alla ricostruzione. Così come l'intervento a ridosso del rio Calcinaia (a Poggio a Caiano verso Comeana) interessato da uno smottamento nell'argine superiore.
I sopralluoghi effettuati finora hanno rilevato franamenti estesi non solo lungo l'Ombrone ma anche in alcuni tratti del Colecchio, il cedimento arginale sul torrente Iolo, dove è franato un muretto, e un peggioramento, che non desta particolari preoccupazioni, dei dissesti sul Bisenzio a Gonfienti e al Cavalciotto. Mentre sempre lungo l'Ombrone smottamenti nella parte arginale inferiore hanno provocato sofferenze nei punti già protetti dai teloni provvisori. Sull'Ombrone sono già stati appaltati i lavori su 26 tratti arginali dissestati oltre ad alcuni interventi sugli affluenti Bagnolo, Calice e Iolo nei comuni di Prato, Poggio a Caiano e Carmignano.
Ma l'avvio dei lavori dovrà aspettare ulteriori verifiche sul patto di stabilità. Ciò vale anche in casi che hanno già avuto il finanziamento dal documento regionale di Difesa del suolo (2014-2015) e che valgono 2 milioni di euro per l'area Calice-Calicino e 1 milione di euro per il Bisenzio.
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