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Prato

Noi pratesi, gente concreta che però ama anche sognare

Noi pratesi, gente concreta che però ama anche sognare

Il giovane doppiatore racconta come è nata la passione per il suo mestiere e i prossimi traguardi «Quando ho recitato sul palco del Metastasio mi è sembrato di toccare il cielo con un dito»

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PRATO. Il suo sogno era quello di fare il doppiatore e ce l'ha fatta ma ora si rimette in gioco da buon pratese un po’ alla Datini, visto che è stata la sua scuola. Maurizio Merluzzo nato a Prato il 3 settembre del 1986 vive da 7 anni a Milano dove fa il doppiatore e ora proverà a fare l'attore. Quando si hanno 7 anni ci si immedesima e si vuole diventare pompieri, muratori, dottori e tanti altri mestieri ma lui aveva già scelto il doppiatore.

«E' vero quando ero piccolo riconoscevo le voci dei cartoni animati - spiega Merluzzo - il mio preferito era Ken Shiro e capivo che dietro a quei personaggi c'era qualcuno e come tutti i bambini ho iniziato a provare qualche parte divertendomi e facendo teatro». Una famiglia numerosa con 4 figli. «I miei genitori sono nativi del sud e si sono trasferiti a Prato - continua il doppiatore - ho fatto, poichè vivevo in via Franceschini una traversa di via Bologna vicino a Piazza Ciardi, le Fabio Filzi e poi le Ser Lapo Mazzei infine il Datini. Ero a Prato recentemente proprio alle Ser Lapo Mazzei perchè il mio professore Andrea Nuti mi ha chiesto di parlare di quello che faccio ai ragazzi e tra l'altro tutti i fratelli Merluzzo sono stati tutti suoi allievi». Una passione che è cresciuta. «Si è evoluta dapprima con la recitazione a teatro, poi ho frequentato la scuola di cinema Anna Magnani dove ho imparato a recitare e come stare sul palcoscenico e tanti altri trucchi e soprattutto abbiamo fatto tanti spettacoli. me ne ricordo uno al Metastasio è stato una delle prime volte e recitare in un ambiente così prestigioso sembrava di toccare il cielo».

Ma oltre alla recitazione c'è un'altro aspetto che ti attira. «Sono i fumetti e i cartoni - spiega Merluzzo - ancora adesso i fumetti li vengo ad acquistare solo a Prato a Mondi Paralleli. E' un modo per ritornare bambino alla mia infanzia e adolescenza ma allo stesso tempo mi ricarico leggendo queste storie che uniscono il disegno e i fumetti». Poi la grande scelta di andare a Milano. «Prima di inseguire il mio sogno ho lavorato per un anno e mezzo ai Gigli a Mediaworld nel reparto computer - continua il protagonista di Cotto & Frullato - poi a gennaio 2007 ho iniziato il percorso di doppiatore ma lavorando a Footlocker e come cameriere poi nel 2008 la svolta. Mi hanno scelto come voce di All Music e da li è iniziato anche il ruolo di doppiatore". Che caratteristica deve avere " Non deve dare nè di più nè di meno del personaggio - spiega Merluzzo - deve incollarsi, noi chiamiamo così il modo di entrare in simbiosi con l'attore che si sta doppiando».

Attualmente sei sulla cresta dell'onda con il programma Cotto e Frullato, rilasciato a puntate su YouTube come parodia di famosi show culinari, ma il tuo pallino per la conduzione è storia vecchia. «Risale già ai tempi delle scuole superiori, quando facevamo cabaret e spettacoli per ragazzi. A Prato, dove sono nato e cresciuto, mi ricordo ancora le girate in centro il pomeriggio del sabato e l'attesa in Duomo prima di decidere cosa fare e visto che la mia città ha valenze importanti come Benigni, Nuti e lo stesso Yuri Chechi nello sport questo ti sprona a dire che poichè anche io sono di Prato posso avere un altro sogno e talento. Il pratese ha una verve particolare ed ha voglia di fare e di esprimersi». Quindi c'è un secondo step. « Si voglio provare a farmi notare come attore - continua Merluzzo - se le tappe per arrivare al cinema sono la radio, la tv ben vengano. Per questo insieme a Paolo Cellamare che è un regista ed è di Firenze abbiamo iniziato nel 2013 un format show chiamato Cotto & Frullato dove parlo di cucina e di palestra».

Vezio Trifoni

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