Il Tirreno

Prato

Morì a 21 anni in un incidente, i genitori accusano il ragazzo pratese che guidava l’altra auto

Morì a 21 anni in un incidente, i genitori accusano il ragazzo pratese che guidava l’altra auto

Prato, la famiglia di Giacomo Massoli ha comprato due pagine sui giornali: «Quella Bmw viaggiava a 114 km/h e il conducente non è venuto nemmeno a conoscerci»

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PRATO. Hanno comprato le pagine di un paio di quotidiani (Corriere Fiorentino e Nazione) per festeggiare un compleanno straziante, quello del loro figlio che oggi, domenica 16 febbraio, avrebbe compiuto 24 anni. E’ un’iniziativa della famiglia di Giacomo Massoli, un giovane fiorentino che il 6 febbraio del 2011 morì in un incidente stradale sul viale Nam Dinh a Prato. Secondo quanto riferirono all’epoca i vigili urbani, forse la Lancia Y su cui viaggiava il giovane fiorentino insieme a un amico di Sesto tentò di fare un’inversione a U e fu centrata da una Bmw sulla quale viaggiavano due ventenni pratesi. Il conducente della Bmw non è stato sanzionato per l’incidente, ma i genitori di Giacomo non gli risparmiano le critiche: «Per noi ha solo un nome e cognome - scrivono - perché da allora né lui né i suoi familiari si sono degnati di conoscerci in alcun modo, nonostante il suo comportamento sia stato giudicato corretto, sia al momento dell’incidente, sia dopo e nel corso del processo». Ecco il testo della lettera fatta pubblicare sui quotidiani.

«Caro Giacomo, oggi avresti compiuto 24 anni. Purtroppo la tua vita si è spezzata tragicamente a Prato, all’alba di una domenica di tre anni fa, quando una potente auto sportiva impattava violentemente con la tua amata utilitaria, a una velocità folle di 114 km/h. La tua morte è stata causata da un tuo coetaneo di Prato, fresco di patente, che per noi familiari ha solo un nome e cognome perché da allora né lui né i suoi familiari si sono degnati di conoscerci in alcun modo, nonostante il suo comportamento sia stato giudicato corretto, sia al momento dell’incidente, sia dopo e nel corso del processo».

«Era il 6 febbraio 2011 e da quel giorno per noi tutto è cambiato. Te ne sei andato troppo presto; in un attimo hai lasciato qui gli affetti, i tuoi amici, le tue emozioni, i tuoi desideri, lasciando a noi la disperazione, l’incredulità, i ricordi, il nostro dire di te».

«Sei entrato nella nostra vita senza preavviso, ma subito ti abbiamo accolto con tutto l’amore possibile; eravamo orgogliosi di avere un bimbo come te, oltre che bellissimo, vivace, simpatico e, soprattutto, dolce e tenero. Crescendo sei diventato un ragazzo forte, amante dello sport; non bevevi, non fumavi, eri un salutista. Gli amici ti chiamavano “ananas”. Esuberante, con un carattere aperto e cordiale, amante della vita, avevi un sacco di amici, coetanei e non. Chiunque ti abbia conosciuto ti ricorda con amore e sente la tua mancanza; tuttora i tuoi amici spesso si rivolgono a te perché tu li aiuti, ti scrivono pensieri pieni di amore e tenerezza. Hai lasciato un ricordo incancellabile in ognuno di noi. Nessuno ti potrà mai dimenticare».

«Chissà come sarebbe proseguita la tua vita! Quanti progetti avevi in mente! Prima il basket. Dove eri bravo e nel quale, ancora oggi, tanti amici ti vogliono bene. Poi la boxe. Saresti riuscito a realizzare il tuo sogno di diventare un boxer, tanto era l’entusiasmo che stavi mettendo in attesa del tuo primo incontro; saresti diventato un bravo barman e viaggiato lavorando anche all’estero, volevi fare un sacco di esperienze; forse oggi ci avresti presentato la tua ragazza... chissà!».

«Grazie per gli anni passati insieme! Buon compleanno Giacomo!».

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