Il Tirreno

Prato

Il dragone fra i capannoni del Macrolotto

Il dragone fra i capannoni del Macrolotto

Festeggiato il Capodanno cinese fra gli stanzoni e oggi sfilata da via Filzi fino in piazza San Domenico

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PRATO. Partenza da via Toscana, nel cuore del Macrolotto, ma distante dal capannone dove, a inizio dicembre, sono morti sette operai cinesi nell’incendio devastante che ha trasformato il luogo di lavoro in un inferno. Perché quella di ieri era una giornata di festa, con tutte le cerimonie necessarie per scacciare le cose brutte dell’anno vecchio e propiziare un anno nuovo carico di speranze, felicità, doni.

La cermonia per il Capodanno cinese, la festa della primavera, si è svolta secondo tradizione, con il suono dei tamburi, le danze, la sfilata del drago che è entrato nei capannoni delle confezioni per portare il suo augurio. Capannoni “vestiti” a festa, ornati da coccarde, festoni e nastri rossi, con il tavolo dei cibi che portano fortuna, come ad esempio i mandarini.

Il suono dei tamburi ha echeggiato per le strade insieme al crepitio dei petardi il cui scoppiettio si è fatto ancora più assordante e continuo quando la sfilata del Dragone ha girato attorno al lotto 82, senza mai però entrarvi dentro. Laggiù in fondo alla strada senza sfondo ci sono ancora le transenne, i cumuli di stoffe e appendini bruciacchiati, i contenitori rossi dei lumini votivi e le fotografie delle sette vittime appese alla porta del capannone, tutto annerito e con il tetto crollato in gran parte, dove sono stati appesi ormai da due mesi e mezzo il provvedimento di sequesto firmato dalla magistratura e un cartello per dire che la morte non ha razza né colore.

«Oggi è un giorno di festa, dobbamo guardare avanti» ha risposto una ragazza cinese che parla con accento pratese, nata in Cina, ma arrivata fra i capannoni del Macrolotto quando - dice - aveva tre anni. Alcuni suoi connazionali non rispondono alla domanda, alcuni fanno cenno di non capire l’italiano anche se probabilmente non è la verità. Il fantasma della tragedia si aggira in questa strada lontana dal centro di Prato, ma nessuno ne vuol parlare, nessuno vuole ricordare.

La sfilata, dopo il giro mattutino, è ripresa nel pomeriggio in un’altra zona artigianale dove lavora la comunità cinese, mentre oggi è prevista la sfilata che attraverserà anche il centro di Prato, per arrivare in piazza San Domenico. «E domani (cioè oggi, ndr) - dice una signora cinese che fa parte dell’associazione buddista che organizza la festa tradizionale - si uniranno anche gli italiani che tutti gli anni sono curiosi di seguire questo appuntamento che, dite voi, è molto folkloristico».

Nel frattempo un signore vestito di giallo, in sella alla sua bicicletta ornata con le bandierine rosse, arriva nell’ultimo capannone della strada per annunciare l’arrivo del Dragone, che fa il suo ingresso e poi - prima di riprendere il giro - si concede una sosta di relax.

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