Il dolore
Sinti contro rom: «Creano troppo degrado»
Sopralluogo della commissione comunale in via Marconi, la richiesta: «Mettete delle telecamere»
PRATO. Passeranno pochi mesi prima di veder sorgere un muro – per la precisione una recinzione che poggerà su una cinta di mezzo metro – per separare i due campi nomadi e proteggere quello regolare. In un certo senso, però, sancirà anche una netta divisione etnica: da una parte l'insediamento storico dei sinti dall'altra i rom. Può capitare di restare stupiti nel mettere piede nel campo di viale Marconi. Oggetto molto spesso di una diffidenza, se non quando di una discriminazione tra le comunità sinti e rom basate sulle differenze di costume, sull'incomprensione e sulle difficoltà a trovare una civile convivenza. Una sensazione che ha potuto toccare con mano, ieri mattina, la commissione sanità durante un sopralluogo. Un'iniziativa, a dire il vero, tutt'altro che di rito: i consiglieri comunali volevano rendersi conto della situazione ormai d'emergenza che si è creata. Passando dall'entrata principale, la cancellata di fronte al bar Miraglia, e proseguendo per alcune decine di metri sulla sinistra si trova lo storico campo autorizzato e regolare. Si presenta con l'aspetto ordinato di un'area campeggio: roulotte spartane, ma decorose al loro interno, al suolo erba o sassolini bianchi con nessuna cartaccia a terra. All'ingresso, però, volgendo lo sguardo sulla destra lo spettacolo cambia con camper circondati da un arcipelago di incuria: pneumatici inutilizzati, ferraglia di vario tipo, sporcizia. È manco a dirlo la parte irregolare, occupata da alcune famiglie rom. Per la rabbia di chi abita da decenni coi documenti validi. «Là ci sono a malapena i bagni chimici, qui invece abbiamo anche le docce, ma la cosa peggiore è il degrado che portano – lamenta Mario, uno dei sinti residenti –. Abbiamo finito per bisticciare con loro per l'unico motivo di aver chiesto di tenere pulito la loro parte del campo. Invece, qui portano di tutto». E quello che appare uno scontro sul rispetto della buona educazione, sfocia in un impensabile tendenza alla distinzione etnica: «Noi non abbiamo aderito all'associazione sinti-rom, perché non c'entriamo con i rom. Abbiamo costumi differenti» aggiunge Franco, fondatore del campo nomadi. L'appello che fiocca è alle forze dell'ordine e alle istituzioni affinché ripristini il decoro magari installando delle telecamere d'accesso per scoraggiare in futuro nuovi accampamenti non autorizzati. A fornire una prima risposta è toccato al presidente della commissione, il Pdl Roberto Baldi, che confida nelle opere di urbanizzazione inserite nel piano di recupero Marconi Multiarea: «La situazione è indubbiamente aggravata dagli abusivi e con loro il discorso non si pone, non c'è spazio per loro. Al tempo stesso ci saranno miglioramenti col parco pubblico e il parcheggio previsto».
Carlandrea Poli
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