Il dolore
«Quaranta milioni per argini e frane bloccati dallo Stato»
I fondi per riparare i danni del maltempo congelati in banca Lettera del presidente della Provincia a Giorgio Napolitano
PRATO. Stavolta, dopo l'ultimo allarme maltempo che ha rimesso in ginocchio il territorio pratese, il presidente della Provincia Lamberto Gestri ha deciso di alzare il tiro e di scrivere a Giorgio Napolitano e, per conoscenza, ai presidenti del Consiglio e della Regione. «È da irresponsabili rimanere in silenzio. Siamo in una situazione drammatica e di emergenza. Per me la sicurezza dei cittadini viene prima di ogni altro obiettivo – afferma Gestri - Ci sono lavori urgenti che riguardano il sistema idrogeologico e le regole per il contenimento della spesa pubblica paralizzano qualsiasi iniziativa. Anche se in banca abbiamo oltre 40 milioni bloccati. Occorre intervenire prima che sia troppo tardi». «Ritengo un dovere istituzionale – afferma il presidente della Provincia nella sua lettera - quello di scrivere con lo scopo di non lasciare intentata nessuna iniziativa. Siamo all'indomani dell'ennesima grave emergenza legata al maltempo che ha provocato danni pesantissimi sul fronte dell'assetto idrogeologico. Anche stavolta sono stati scongiurati per un soffio danni ancor più gravi legati alla piena del fiume Ombrone, che avrebbe potuto colpire una zona ampia e densamente abitata, mentre eventi franosi e smottamenti si sono moltiplicati su tutto il territorio».
Per fronteggiare le nuove emergenze e le situazioni di pericolo a esse collegate la Provincia di Prato ha programmato di attivare una serie di interventi che riguardano il reticolo idraulico e alcuni eventi franosi che creano gravi problemi alla viabilità. «Proprio in questi giorni – racconta Gestri - avrebbe dovuto essere formalizzata la sottoscrizione del contratto di appalto per l'esecuzione di lavori, divenuti ormai urgenti e indifferibili, finalizzati al ripristino di dissesti arginali verificatisi a seguito dell'evento del marzo 2013 per il quale fu dichiarato lo stato di emergenza nazionale. L'importo previsto è di circa 925 mila euro. La sottoscrizione del contratto purtroppo al momento non ha potuto aver luogo, causa i vincoli pesantissimi imposti dalla legge di stabilità 2014 che di fatto paralizza ogni attività dell'ente, impedendo di onorare gli impegni assunti in termini di spese di investimento, di affrontare le somme urgenze e di stipulare nuovi contratti. Di fatto siamo alla paralisi dell'attività dell'ente».
Quello di Gestri è un appello alle massime autorità dello Stato. «Ritengo che una situazione di questa gravità – scrive - non sia più sopportabile e meriti la massima attenzione e l'impegno di tutte le istituzioni, locali e nazionali, per il suo superamento. I provvedimenti, pur necessari, di contenimento della spesa pubblica non possono contrastare con il dovere di mettere in atto tutte le iniziative necessarie a salvaguardare l'incolumità dei cittadini e i territori dove essi vivono»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
