Il Tirreno

Prato

Prato, la burocrazia ferma John Malkovich e Riccardo Rami: no all’hotel a 5 stelle

di Cristina Orsini
Prato, la burocrazia ferma John Malkovich e Riccardo Rami: no all’hotel a 5 stelle

Il progetto prevede il recupero di una palazzina trecentesca ma scatta il divieto di usare le cantine. L'assessore Caverni: «Risolverò»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Un residence cinque stelle, ricavato in un antico palazzo trecentesco nel cuore del centro storico di Prato: sei camere, di design, con cucinotto e bagno. E al posto delle cantine uno spazio comune dove poter fare anche colazione. Ecco, sono state proprio le difficoltà incontrate sul recupero degli spazi interrati a far finire nelle nebbie - per il momento - un progetto altrimenti con i baffi. In questo caso davvero si può dire che la burocrazia ha avuto la meglio anche su John Malkovich e sul suo socio, il vulcanico designer Riccardo Rami che, tra l’altro, cura le collezioni firmate dall’attore. Sì perché l’affare, un investimento di tutto rispetto per Prato, è stato pensato e solo parzialmente attuato proprio dalla coppia che ha aperto l’Opificio Jm in piazza San Marco.

E oggi l’amministrazione comunale corre ai ripari. Con l’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Caverni che ha preso a cuore la pratica.

Ma partiamo dall’inizio. Appunto dall’idea: «Ho pensato a Prato - afferma Rami, appena tornato da un viaggio, nel suo studio in piazza Mercatale e alle prese con l’apertura di un altro Opificio Jm a Milano- perché sono di Prato e mi piacerebbe che questa città si svegliasse. L’idea - racconta - era di creare qualcosa che ancora qui non c’è, una casa che desse ospitalità ai turisti ma con modalità del tutto nuove: nessun portiere, niente controlli, piena libertà e con stanze da affittare anche per mesi».

Di grande fascino la location: il residence firmato Malkovich e Rami sarebbe nato in via delle Tinaia, all’incrocio con via Magini, in una casa trecentesca - di proprietà di entrambi - a un passo da Casa Datini, immediatamente visibile perché unica ad avere urgente bisogno di ristrutturazione.

«Il progetto al Comune piace e anche molto. Sarebbe un biglietto da visita imperdibile per una città che punta ad avere un vocazione turistica.E’ tutto da vedere se non potrà essere condotto in porto». Parola di assessore ai Lavori pubblici Roberto Caverni che a farsi fermare dalla burocrazia, non ci sta.

«Nel caso del residence - spiega - il problema è che il regolamento edilizio di Prato vieta che si possano utilizzare le cantine, trasformandole in locali pubblici. Per una questione di aerazione. Il regolamento, inoltre è molto fumoso sulle responsabilità: se è l’Asl che deve dire l’ultima parola o se è invece il Comune». E siccome, proprio in queste settimane, stanno arrivando diverse richieste in Comune, anche di giovani imprenditori, disponibili ad aprire locali pubblici ma per i quali sarebbe necessario riadattare anche le cantine, per Caverni è arrivata l’ora di intervenire. «Prenderò in mano il regolamento e cercherò una via d’uscita. Un po’ come fece Lorenzo il Magnifico - dice- con la costruzione della Basilica delle Carceri: non poteva nascere così vicino al Castello . Il Magnifico non fece discorsi, prese la legge e la cambiò».

In attesa che la normativa sulle cantine cambi, Rami e Malkovich stanno pensando a una soluzione alternativa: un residence, in una ex struttura industriale, proprio di fronte alla Lazzerini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa