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Prato

La banca sbaglia, l'azienda diventa insolvente. "Non riusciamo più a uscirne"

di Alessandra Agrati
La banca sbaglia, l'azienda diventa insolvente. "Non riusciamo più a uscirne"

La Taip Automation di Montemurlo segnalata come cattiva pagatrice alla Centrale rischi della Banca d'Italia per un errore. L’odissea per dimostrare la sua innocenza

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PRATO. Una storia di burocrazia infame e di porte in faccia che ha danneggiato un'azienda virtuosa e i suoi quattro titolari. Che comincia quando Taip Automation, impresa di Montemurlo che opera nel campo dell'innovazione per l'automotive, gli scaldabagni e le resistenze elettriche, decide di reagire ai morsi della crisi investendo nell'ampliamento del reparto produttivo. Nel 2009 ottiene un finanziamento di 100mila euro, dalla filiale di Pieve a Nievole del Credito Valdinievole, ma a partire dal 2012 cominciano i problemi.

«Ho chiesto un finanziamento a un altro istituto bancario – spiega l'amministratore Franco Porciani – questa volta per far fronte a esigenze di liquidità. Ho portato tutta la documentazione necessaria, ma il direttore della filiale, dopo aver fatto le ricerche di routine, mi ha detto che mi avrebbe potuto concedere il finanziamento soltanto a un tasso più alto e per un importo inferiore visto che ero un soggetto a rischio». Soggetto a rischio perché? Porciani vuole una risposta, comincia a cercare da dove sia partita la segnalazione e scopre che i problemi nascono proprio da quel finanziamento di 100 mila euro.

creditocoop

«Confrontando i dati – continua l'amministratore – capisco che la filiale a partire da quando abbiamo deciso di interrompere tutti i rapporti, eccetto quelli relativi al finanziamento, ha iniziato ad accreditare con un ritardo fino a una settimana la rata e quindi è intervenuta la Centrale rischi che ci ha segnalati come cattivi pagatori».

Ormai trasportare il finanziamento acceso al Credito Valdinievole in un altro istituto bancario sarebbe stato problematico, così Porciani trova un accordo con la banca. «Mi è stato proposto di aprire un conto all'agenzia di Montecatini, su cui avrei dovuto versare le rate ogni mese. Non era la soluzione che mi aspettavo, ma ho accettato».

E stavolta il Credito si scorda del tutto di fare i bonifici alla finanziaria. «Anche questa volta mi accorgo del danno per caso: dopo tre mesi dall’apertura del conto mi arriva l'estratto conto che indica un saldo di quasi 5mila euro, importo equivalente a tre rate. In pratica ora risultavo moroso per tre mesi e quindi la mia è diventata un'azienda ancora meno affidabile». La Taip a questo punto si è rivolta a un legale. «Nel frattempo – continua l'amministratore – sono stato contattato dalla banca che in via ufficiosa mi ha proposto un risarcimento di 40 euro, cifra ridicola e assolutamente non corrispondente alle stime del danno di immagine e materiale che mi è stato provocato».

L'agenzia di Montecatini il 15 marzo del 2013 ha anche inviato una lettera di scuse alla Taip (che pubblichiamo in questa pagina) in cui dichiara che c'è stato un disguido causato dall' istituto che, si legge, «non è riuscito ad agganciare il finanziamento acceso presso la filiale di Pieve a Nievole al conto corrente aperto nella filiale di sede».

Un'ammissione di colpa, che però non ha nessun valore, in quanto il profilo dell’azienda e il “curriculum economico finanziario” dei soci resta macchiato.

VIDEO: IL RACCONTO DEL TITOLARE DELLA TAIP FRANCO PORCIANI

«Da allora difficilmente – spiega l'amministratore – otteniamo finanziamenti, proprio perché siamo segnalati. Inoltre quando riesco ad accedere a un prestito i tassi salgono in modo esponenziale».

La causa legale sta andando avanti, il finanziamento termina a luglio, ma rimane il problema di un danno che non è facile da riparare.

«Oltre ad avere problemi ad ottenere finanziamenti – spiega Porciani – ho anche qualche difficoltà con i nuovi clienti. In tempi difficili come questi è naturale fare una ricerca prima di iniziare un rapporto con un'azienda e inevitabilmente la segnalazione compare e la mia azienda si trasforma in un soggetto economico non affidabile. Non solo: ho avuto problemi anche per un finanziamento a titolo personale. In un momento in cui è difficile riuscire a mantenere gli impegni presi, credo che questa situazione sia un paradosso a cui bisogna mettere fine in tempi brevi».

Perché è soprattutto la tempistica ad essere lunga e complicata per dimostrare l'innocenza della Taip e la sua non responsabilità di fronte ai mancati pagamenti. «Insieme al mio avvocato stiamo cercando di trovare la strada più veloce, ma come le ho detto non sembra una cosa facile. Dopo dieci mesi dall'invio della lettera alla Centrale rischi siamo ancora individuati come cattivi pagatori, perché la cancellazione dalla “lista nera” non è affatto automatica».

LA LETTERA CON CUI LA BANCA AMMETTE IL SUO ERRORE
 

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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