La manifestazione
Matteo Biffoni: "Oggi a Prato comincia un'altra storia"
Bagno di folla al Wall Art per la presentazione del candidato sindaco del centrosinistra. Applausi a scena aperta e ottimismo. E in sale c'è chi commenta: "Ora bisogna mettersi in gioco come fa questo ragazzo". La cronaca Twitter #Prato #Biffoni
PRATO. A Prato «comincia un’altra storia». E’ il messaggio forte e netto, lanciato dal candidato sindaco del Pd Matteo Biffoni nel primo incontro pubblico al Wall Art Hotel. Sala piena, posti in piedi, applausi a scena aperta al giovane candidato, 38 anni, che un po’ legge un po’ parla a ruota libera, ma trova il modo di dire al mondo che a luglio diventerà padre. In prima fila, la first lady Lucia Corsetti, tra commozione e felicità.

Matteo Biffoni abbraccia la sua compagna Lucia Corsetti in dolce attesa (foto Batavia)

Matteo Biffoni durante l'intervento al Wall Art con una sala strapiena (foto Batavia)
La "prima" per Biffoni, compelto blù e cravatta rosso-scuro, è un tripudio. E ricorda da vicino, anche per modulo e comunicazione, l’accoglienza che Prato, già un paio di anni fa, riservò all’altro Matteo (Renzi) a Coiano.
Fischi, strette di mano, sorrisi larghi e diffusi tra una platea composta in massima parte dalle tante anime del Pd, dagli esponenti della coalizione, e sì anche da una quota di cittadini venuti per vedere “l’uomo nuovo”. Non tanti, ma non poteva essere diversamente.

Strette di mano e complimenti al termine del discorso di Matteo Biffoni (foto Batavia)
Raffica di citazioni nel discorso di Biffoni: da Mandela, a Berlingue, Nenni, Jfk, passando per Clint Eastwood. Nessuno causale: l’obiettivo è dare un altro ritmo, chiamare alla partecipazione «avanti insieme e non uno per uno», regalare una visione del futuro costruito «con cuore e testa». E allora «aprirsi al confronto con le altre città, Firenze e Pistoia - scandisce Biffoni- in primis, perchè la Prato che ricordo tratta alla pari, non è seconda a nessuno ma soprattutto non si sente colonizzata».
Dai gradi progetti: «Sapevamo da anni che il nuovo ospedale doveva essere costruito ma non è stato fatto nulla in questi cinque anni sul fronte delle infrastrutture e dei collegamenti stradale. Bene recupereremo il tempo perso, li faremo noi», ai piccoli interventi«che fanno stare bene i cittadini e danno il senso d’appartenenza: bisogna pensare alle buche per strade, alle periferie e alle piste ciclabili». E poi la partecipazione, un valore aggiunto, per Biffoni, il consumo di territorio zero, l’aiuto alle donne «che non devono scegliere tra lavoro e famiglia» e ai bisognosi.
Discontinuità, senza aggressività, è questo il modello scelto dal candidato Biffoni che di attacchi sguaiati al centrodestra promette che non ne farà. Affonda sul competitor diretto, il sindaco in carica Roberto Cenni per le tante questioni mai risolte ma afferma convinto che: «Le cose buone non si buttano: allora avanti con la Palla grossa e con le mostre a palazzo Pretorio».Un passaggio lo dedica alla mostra sul Rinascimento pratese: «Bellissima mi ha fatto sentire orgoglioso», ma con un altro marca la distanza con il suo partito. Ed è l’argomento più delicato: i cinesi. «E’ di sinistra - dice tagliente Biffoni- tutelare lavoro e lavoratori. Sia chiaro quindi che le regole vanno rispettate e che i controlli alle aziende cinesi vanno fatti». La politica del bastone e la carota, perché se da un lato si punisce, dall’altro, secondo il candidato democratica alla poltrona di Palazzo comunale, «bisogna avviare percorsi di integrazione certi e spostare il tavolo interministeriale per Prato - dice - dal ministero degli Interni alla Presidenza del consiglio».
Una via in discesa per Prato, secondo Biffoni, che non nasconde i buonissimi rapporti con il presidente del consiglio in pectore Renzi: «Male non può fare - scherza- avere rapporti personali con il premier».
Finisce con il gioco che va per la maggiore in questi giorni, il “Sei pratese se”: «Per me - chiude Biffoni - sei pratese davvero se osi, sogni e costruisci».
Le reazioni in sala. Qual è l'altra storia di Matteo Biffoni? Può avere i caratteri somatici di Leonardo, giovane scultore che vede nell'impegno del deputato pratese per la sua città un messaggio di invito all'impegno per un'intera generazione. La sua, quella dei quarantenni trainati da Matteo Renzi verso la rottamazione del vecchio modo di fare politica e, soprattutto, dei più anziani fra chi fa politica.
Un concetto che sulla falsariga di quanto già osservato nelle campagne del leader dei rottamatori fa il pieno dagli adolescenti alla terza età. Emblematico il commento di Giuseppe, settantenne che di eventi politici ai quali ha partecipato in vita sua se ne ricorda a bizzeffe. Eppure, il discorso di presentazione di Biffoni alla città l'ha riempito di stupore: «Mi ritrovo in minoranza per la prima volta ad una manifestazione. Ci sono molti più giovani». Il segnale che, probabilmente, Biffoni attendeva di rottura anche nella partecipazione. «È il momento che tutti si mettano in gioco come sta facendo questo ragazzo» aggiunge Leonardo, l'artista quarantenne.
L'ottimismo che si respira è unanime, ma non per questo si dà per scontata la vittoria alle amministrative. Magari, i contraccolpi della scalata a palazzo Chigi di Renzi potrebbero fornire qualche grattacapo in campagna elettorale a Biffoni. Motivo per cui la ventenne Cecilia, studentessa e lavoratrice in una cooperativa si spinge a offrire un modesto suggerimento: «Indubbiamente gode dell'appoggio di Renzi, ma loro due hanno una personalità differente e, quindi, chi inquadra negativamente il nuovo premier potrebbe ritrovarsi in Biffoni».
Per i supporter invece si tratta di uno strumento per portare a casa interventi diretti del governo per la città. Lo crede la giovanissima Cecilia. Ne fa una convinzion granitica Michele, imprenditore quarantenne presente nella sala del Wall Art: «Viaggiare in tandem con Renzi è un vantaggio. Significa poter imprimere una svolta del fare contro i vecchi apparati della politica». La qualità migliore del neocandidato, tornando a Cecilia, sarà pure l'umiltà ma ad affiorare è soprattutto la voglia di riaccendere l'orgoglio cittadino: «Siamo diventati con Cenni il fanalino di coda in Italia – lamenta Michele – Potremmo puntare ad essere un'eccellenza».
La suggestione di Biffoni ne accende un'altra, in un altro imprenditore Salvatore: «Guardando al futuro dovremmo alzare lo sguardo e rivolgerci anche al turismo sportivo, guardando alle opportunità che può offrire la stessa Cina». Sono riflessioni dense di speranza, che fanno di Biffoni da oggi il depositario del sogno della sua gente di scrivere un'altra storia.
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