Sono 829 le donne che in quattro anni in città si sono rivolte ai centri antiviolenza
Prato ha il record delle denunce. «I giovani devono essere educati al sentimento e non ci deve essere mancanza di rispetto»
PRATO. E' Prato la provincia toscana con il maggior numero di donne che si rivolge ai centri antiviolenza. Ma il dato, però, non significa che altrove ci siano meno maltrattamenti sul sesso femminile, la cosa può anche significare che in altre realtà i soprusi restino nascosti e ci sia difficoltà a far emergere quanto accade. E' quanto è venuto fuori durante la presentazione del quinto rapporto sulla violenza di genere in Toscana che ha visto uno zoom su Prato, realizzato dall'Osservatorio sociale regionale. I dati sono stati resi noti in Provincia durante il consiglio provinciale aperto. Ed è stata l'assessore Loredana Ferrara a focalizzare l'attenzione su un punto fermo. «Simili ricerche devono dare alla politica gli strumenti necessari per contrastare questi fenomeni – dice Ferrara – I dati vanno utilizzati, insieme alle associazioni ed al mondo del volontariato, per portare all'interno della scuola momenti di formazione per i ragazzi. La violenza sulle donne non è altro che la punta di un iceberg di una società che si sta perdendo».
Parole alle quali fa eco l'assessore comunale Rita Pieri: “Non solo gli alunni delle scuole superiori ma anche quelli più piccoli devono essere sensibilizzati ad un argomento così delicato”. Anche Salvatore Allocca, assessore regionale, è pienamente in linea con questo pensiero. “I ragazzi vanno educati al sentimento – spiega – Non ci deve essere una mancanza di rispetto e noi come istituzioni dobbiamo aiutare i giovani”.
Venendo ai numeri, dal luglio 2009 al giugno 2013 le donne che, a Prato, si sono rivolte ai centri antiviolenza sono state 829, ovvero una donna su 135. Nell'ultimo anno le italiane sono aumentate da 152 a 187, diminuite, invece, le straniere. E quattrocento sono stati gli accessi al pronto soccorso. Il fatto che aumentino i casi di chi si rivolge ad un centro può voler dire che non si abbia paura di uscire allo scoperto, come invece poteva essere in passato. La violenza più subita è quella psicologica, seguita da quella fisica. Con tante donne, più o meno giovani, che al momento della rottura della loro relazione vengono vessate dall'ex marito o ex compagno. Negli ultimi quattro anni in Toscana sono state uccise ventotto donne, media che risulta essere più bassa rispetto ad altre regioni che hanno similitudini con la nostra. Dal report è emerso che i ragazzi che vivono i drammi della violenza sulle loro madri subiscono loro stessi un forte turbamento. Che poi anche loro possano covare istinti violenti – come è stato riferito – è un dato opinabile.
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