Sicurezza
Da Firenze replicano: «Qui funziona tutto»
Parte senza intoppi lo “switch off”: la prima chiamata dieci minuti dopo l’attivazione del servizio
FIRENZE. Prima giornata senza intoppi per il nuovo 118 pratese in versione fiorentina: da ieri mattina alle 10.30 tutte le chiamate che partono dalla provincia di Prato verso il numero dedicato all’emergenza sanitaria sono infatti interamente gestite dalla sede fiorentina del 118. Per le prossime 2-3 settimane, dall’altro capo del telefono, a rispondere saranno in via esclusiva gli operatori del 118 pratese qui appositamente trasferiti. Al termine di questa prima fase di transizione, in cui gli operatori fiorentini affiancano i colleghi pratesi per familiarizzare con toponomastica e dislocazione delle centrali di soccorso nell’intera provincia di Prato, a ricevere anche le chiamate in arrivo dalle utenze pratesi saranno indistintamente tutti gli operatori in servizio presso il 118 fiorentino.
«L’inserimento dell’intera cartografia e di tutti i punti di interesse della provincia di Prato sui nostri software - assicura la direttrice della sede fiorentina del 118, Lucia De Vito - ci rende sicuri circa una piena andata a regime della nuova centrale unificata senza alcun tipo di contraccolpo nella qualità del servizio».
La prima chiamata. Alle 10.40, esattamente dieci minuti dopo lo switch-off fra la centrale di Prato e quella di Firenze, è arrivata la prima richiesta di soccorso partita dal territorio pratese e gestita interamente dalla centrale operativa fiorentina. A chiedere l’intervento del 118 è la figlia di una donna di 91 anni preoccupata per i forti dolori addominali della madre. A prendere la chiamata è l’operatore pratese Luca Bizzoco che assegna al caso un codice verde, trasferendolo poi per la ricerca del mezzo più appropriato alla collega, anch’essa pratese, in servizio nella sala di gestione delle emergenze.
La staffetta. Al momento della piena entrata in funzione della centrale operativa unica, ai 18 infermieri della Asl di Prato attualmente assegnati al 118 sarà chiesto di scegliere se passare alle dipendenze della Asl fiorentina proseguendo nell’esclusivo ruolo di operatore telefonico, o restare alle dipendenze della Asl pratese prestando servizio a bordo dei mezzi di soccorso. Fino ad allora avranno a disposizione un’auto aziendale per raggiungere dall’ospedale di Prato la nuova sede di lavoro. Quest'ora impiegata nel trasferimento viene loro retribuita con l’assegnazione di un’ora di produttività aggiuntiva per ogni turno di lavoro.
L’organizzazione. Nella nuova sede fiorentina, che sarà trasferita in primavera presso i nuovi locali ricavati all’interno dello Iot di viale Michelangelo, è garantita a ritmo continuo la presenza di un medico del 118. Inoltre ad attivare nelle operazioni di soccorso, se necessari, gli enti di supporto, Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco, sono qui direttamente due Oss, presenti sia in orario diurno che notturno, inesistenti nella precedente sede di Prato. «Un ulteriore vantaggio - sottolinea il direttore del dipartimento di emergenza della Asl pratese Simone Magazzini del 118 - si avrà in particolar modo per tutte le chiamate da cellulare provenienti dalle aree di confine fra le due province, le zone di Prato Est e di Calenzano: queste, a seconda dei differenti ganci alla rete telefonica venivano instradate o verso il 118 pratese, se provenienti da Firenze, e verso Firenze se provenienti da Prato. Un tipo di errore, che con la nuova centrale unica, non avrà più modo di realizzarsi».
Gabriele Firmani
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