Il Tirreno

Prato

La Chinatown di Prato per TripAdvisor è un’attrazione turistica

di Maria Lardara
La Chinatown di Prato per TripAdvisor è un’attrazione turistica

La segnalazione è di un australiano che lascia un giudizio deludente ma innesca una scia di commenti contrastanti

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PRATO. Lanterne rosse, insegne con gli ideogrammi e la sfilata del Dragone che bussa alle porte e darà il benvenuto all’anno del Cavallo. Può diventare il Macrolotto Zero un centro di attrazione turistica? Non è una provocazione: per qualcuno, evidentemente, è da considerarsi come tale, tanto da prendersi la briga di recensire il quartiere sulle pagine di TripAdvisor. Già, proprio il noto portale, numero uno dei siti dedicati alle mete turistiche: così, alla posizione numero 19 sulla classifica di 21 attrazioni è spuntato il nome di “Chinatown”. Storia di qualche mese fa: un turista australiano, originario di Perth, fa un giro per via Pistoiese, trovando il quartiere “quite disappointing” (traduzione in italiano: piuttosto deludente) ed elencando una serie di criticità, dalla qualità ritenuta scadente dei cibi venduti e già pronti al forte odore di sigaretta nei ristoranti. Bocciata, insomma, la Chinatown vista con gli occhi del turista australiano, probabilmente in città per i legami con la Monash University.

Recensione chiama recensione: la sua è stata la prima di una lunga sfilza di interventi, 26 in tutto, di cui l’ultimo risalente al 3 febbraio. La maggior parte degli utenti del canale TripAdvisor fatica però a riconoscere nella Chinatown pratese una meta turistica, stupendosi che a qualcuno sia venuto in mente di recensire il quartiere. E sono per lo più pratesi a prendere la distanza da quella che TripAdvisor classifica come “attrazione”.

Tra i titoli degli ultimi commenti, Andrea di Prato definisce il quartiere dagli occhi a mandorla “indegno”, Elisa di Montale “vergognoso”, Stefano di Prato ci vede “un monumento all’illegalità” mentre per un visitatore milanese è da classificarsi “brutta zona”. Il messaggio, insomma, che passa è: non ci mettete piede al di qua di Porta Pistoiese. Ma ci sono anche alcune voci fuori dal coro. Come Nicola di Trani, arrivato a Prato per lavoro a dicembre, che ha visitato Chinatown trovandolo un posto “molto curioso per i turisti”, idem per Veronica per la quale «sembra di essere in una metropoli anglosassone, colorata, chiassosa e divertente». E se per Nereo da Prato “merita un viaggio”, un pistoiese parla di “esperienza unica nel cuore della Toscana”, molto più autentico di tanti altri quartieri cinesi nel mondo a misura di turista. L’appuntamento intanto è per domenica, con la consueta danza del drago per le vie del Macrolotto Zero, promossa dall’associazione buddista della comunità cinese, dalle 9.30 alle 13: partenza da piazza della Gualchierina (dove c’è il tempio buddista) e ritorno in piazza San Domenico. Uno spicchio di folklore orientale nel cuore della città tessile.

 

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