Il Tirreno

Prato

Prato, Gida ai dannati del Calicino: «Da Montemurlo troppa acqua»

di Maria Lardara
Prato, Gida ai dannati del Calicino: «Da Montemurlo troppa acqua»

Il presidente della partecipata Mammoli spiega che al depuratore arriva anche il flusso dei torrenti ma l’impianto non ce la fa e scolma nei canali circostanti. Il sindaco Lorenzini: «Non mi risulta»

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PRATO. Quando si dice la goccia che fa traboccare il vaso. Mai proverbio potrebbe suonare più azzeccato per descrivere la reazione dopo l’ultima esondazione del Calicino, la terza nel giro di un mese, che lunedì ha fatto perdere la pazienza agli abitanti della zona del Calice. Sono scesi per strada, bloccando in tangenziale i camiopn di liquami diretti al depuratore di Gida. Bersaglio sbagliato, è la sintesi della replica di Gida contenuta in un comunicato ufficiale, vittima di un pasticcio burocratico che tira in ballo altre competenze, in primis di Comune e Provincia.

La petizione. Intanto, pioggia e maltempo non guardano in faccia nessuno. «Siamo esasperati, abbiamo trascorso notti insonni, perso giornate di lavoro, con conseguenti danni psicologici: vivere con l’incubo dell’acqua in casa è snervante», è la rabbia di Lara Reali che, come altre famiglie di via Casale e Fatticci e via Argine del Calice, pretende una risposta. La matassa da sbrogliare ruota intorno al Calicino che quando piove si gonfia d’acqua, minaccia focolari domestici e svuota i portafogli con danni ingenti a mobili ed elettrodomestici. Intanto, da giorni circola tra le famiglie una petizione per invocare una volta per tutte una soluzione, compresa la riattivazione delle quattro pompe idrovore di Gida che servono a convogliare l’acqua del Calicino verso il più capiente Calice, preziose dunque per sgonfiare la pressione del fosso. Ma le quattro pompe, come aveva raccontato Il Tirreno dieci giorni fa, sono fuori uso: all’indomani di un sopralluogo dell’Asl 4 è risultata fuori legge la cabina elettrica che le alimentava. Chi deve mettere mano a quell’investimento? Il rimpallo è tra Comune e Provincia. Intanto la petizione ha prodotto un centinaio di firme mentre sabato scorso il consigliere comunale Pd Calussi e il capogruppo Pd della circoscrizione Sud Alberti hanno compiuto un sopralluogo in zona.

Filiera dell’acqua. La municipalizzata partecipata per metà del Comune e per metà dagli industriali rispedisce al mittente ogni accusa e, per bocca dei suoi tecnici, spiega il funzionamento della “filiera dell’acqua”. A monte, c’è il sistema depuratore con tre “coclee” in testa (una specie di viti) chiamate a prelevare acqua dalla fognatura di Montemurlo, Oste e Bagnolo. Acqua che arriva in quantità copiose al depuratore perché, a sentire i tecnici di Gida, nella rete fognaria di Montemurlo non confluiscono solo gli scarichi industriali e civili, ma anche fiumiciattoli e ruscelli montani. «Gida fa sì che la fognatura di Montemurlo funzioni – sottolinea il presidente di Gida Gabriele Mammoli - compito non facile perché il reticolo fognario montemurlese veicola anche, impropriamente, quantità abnormi di acque superficiali». “Impropriamente” sta a significare che, in mancanza di separazione tra acque dei torrenti e acque delle fognature, il depuratore diventa una spugna non capace più di assorbire se la pioggia è abbondante. E a quel punto, il Calicino diventa una valvola di sfogo. «La depurazione degli scarichi di Montemurlo trattati da Gida al Calice ammonta a 1600 metri cubi all’ora e sono le eccedenze a essere scolmate nel Calicino», precisa Mammoli. Numeri alla mano, in una giornata piovosa come ieri, nel depuratore del Calice sono entrati 7500 metri cubi all’ora: ora, se l’impianto è capace di depurarne solo 1600, i quasi 6mila metri cubi restanti in eccesso vengono scolmati nel Calicino, non per scelta di Gida ma perché l’impianto di depurazione risalente a vent’anni fa è stato strutturato in modo che il surplus di acqua possa defluire attraverso i canali circostanti. A questo punto entrano in gioco le quattro pompe bloccate. Ogni idrovora sarebbe in grado di drenare 3500 metri cubi all’ora di acqua: innescando due pompe, è possibile togliere 7mila metri cubi d’acqua dal Calicino per riversarli nel Calice. Nessuno però ieri ha autorizzato Gida a mettere in moto in via del tutto straordinaria l’idrovora, né il Comune, né la Provincia, come era accaduto agli inizi di gennaio. «Gida non ci sta a fare da cassa di compensazione di inefficienze che non le appartengono: chiederò agli enti competenti una riunione urgente».

Parola del presidente Mammoli. Com’è possibile che l’acqua di Montemurlo finisca tutta nel depuratore di Gida? Al sindaco Mauro Lorenzini non risulta che il suo sistema fognario “misto” sia tanto diverso da Prato. «E comunque l’acqua dei torrenti come il Bagnolo viene pompata dalle nostre casse espansione che si espandono per 32 ettari. Al depuratore arrivano solo gli scarichi fognari».

Blocco inutili. La protesta dei cittadini che lunedì si sono messi di traverso ai camion carichi di liquami non va tanto giù a Adriano Bellu, vicepresidente di Gida in quota Uip. «C’è gente che lavora per depurare le acque di tutti. Non vogliamo fare da capro espiatorio».

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