Il Tirreno

Prato

Posti di lavoro in Asm per gli over 55 di Linea 6

Pubblicata la graduatoria provvisoria: 1955 ammessi ma passano solo 85 La Provincia non esclude un nuovo bando per la fascia 30-40 anni

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PRATO. La posta in ballo era un contratto di 10 mesi in Asm oppure negli uffici giudiziari, per uno stipendio di 1700 euro al mese (lordi). Una prospettiva che, di questi tempi, poteva fare gola. Ci hanno provato in 1955 sul territorio del distretto (anche Campi, Calenzano, Montale, Agliana e Quarrata), di cui 1574 residenti su Prato e provincia. Tutti ammessi, ma le risorse a disposizione (1,5 milioni di euro, residuo del finanziamenti dei 25 milioni di euro concessi dal Governo nel 2010 per la crisi del distretto) non basteranno a far fronte a tutte le richieste. Un esercito di senza lavoro, privato di tutti i paracaduti sociali, che vedeva una chance nel bando interprovinciale della Linea 6 per i lavori di utilità collettiva, la cui graduatoria è da ieri pubblicata sul sito della Provincia. L’hanno spuntata solo in 85: 60 provengono da Prato, 15 da Pistoia e 10 da Firenze. Una goccia in un mare, anzi un oceano, di disoccupati. Fortunati? No, davvero. La fotografia dei primi 60 in graduatoria è un bollettino di guerra: tutti over 55, disoccupati da oltre 12 mesi e con un’Isee 2012 inferiore a 6mila euro, tre elementi che insieme davano 100 di punteggio, il massimo. Una luce nel tunnel della disperazione.

La carica dei 60. Altri dieci pratesi, pur trovandosi nella stessa condizione di difficoltà rappresentata dai 100 punti sono fuori dalla rosa dei futuri “assunti” (il lavoro vero e proprio in Asm e gli uffici giudiziari di Procura e Tribunale inizierà non prima di aprile), perché c’erano risorse per finanziare solo 60 percorsi. A parità di punteggio, si teneva conto infatti del carico familiare più alto. In realtà, le domande pervenute sulle scrivanie di Palazzo Banci Buonamici erano 2058, di cui 103 respinte per mancanza di requisiti in possesso, per un totale di 1955 di ammessi. Fino al 20 febbraio c’è tempo per fare ricorso dopodiché a fine febbraio la graduatoria diventerà definitiva.

Le storie quotidiane. I volti della disoccupazione scorrono davanti ai suoi occhi, tutti i giorni. «Incontro decine di ex lavoratori, espulsi dalla crisi del tessile – racconta la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi -. Mi raccontano il loro dramma, con dignità e lucidità. Spesso, sono genitori accompagnati dai figli, prevalentemente over 50». Uno, in particolare: un ex operaio di rifinizione di 56 anni, senza lavoro da tre, con una dignità e un senso di altruismo tali che gli fanno tendere la mano a chi, come lui, è in grave difficoltà economica. «Questa graduatoria – ammette Giorgi - è il frutto di un lavoro complesso visto il numero elevato delle domande. Al momento non è possibile rifinanziare la misura della Linea 6 ma un “ripescaggio” sarà possibile se qualche lavoratore dovesse interrompere o lasciare».

Trentenni tagliati fuori. Una curiosità: il fanalino di coda della graduatoria è dato dai ventenni, in qualche caso ancora in cerca della prima esperienza lavorativa. Ma per la Linea 6 l’età inferiore a 35 anni dava diritto solo a tre punti. C'è poi una fascia “grigia” di lavoratori fra i trenta e quarant’anni che non sono né carne né pesce, per così dire, troppo avanti con gli anni per potersi ricollocare con un contratto di apprendistato o anche solo attraverso il progetto “Giovani sì” della Regione, la Provincia sta mettendo a punto una misura di sostegno, utilizzando i residui 1,5 milioni di euro dal fondo cassa dei 25milioni. Lo strumento nuovo dovrebbe essere pronto a marzo: si chiamerà Linea 7?

Maria Lardara

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