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Prato

La Finanza sequestra 2.384 tonnellate di tessuti: valgono 13 milioni

La Finanza sequestra 2.384 tonnellate di tessuti: valgono 13 milioni

Prato, secondo intervento nel giro di pochi giorni nei confronti di tre aziende gestite da cinesi: avevano sdoganato la merce in Francia. Contestate irregolarità nell'etichettatura

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PRATO. La guardia di finanza raddoppia, anzi quadruplica. Dopo il sequestro di 451 tonnellate di tessuti effettuato nei giorni scorsi al Macrolotto 2, un altro grande sequestro è stato messo a segno dai militari della Compagnia diretta dal capitano Luigi D’Abrosca: sono circa 2.384 le tonnellate di tessuto, pari a 78 container a pieno carico, bloccate nei giorni scorsi nel corso di un'operazione di servizio a contrasto della criminalità economica.

L'intervento, si spiega in una nota delle Fiamme gialle «ha tratto spunto da un'attività di controllo del territorio integrata con elementi informativi desunti dalle banche dati in uso al Corpo, si è sviluppato nei confronti di tre aziende di commercializzazione di prodotti tessili, gestite da cittadini di origine cinese, due delle quali situate nel "Macrolotto 2" pratese ed una a Seano».

Durante l'ispezione è emerso, spiega ancora la Finanza, come i circa 86.000 rotoli, depositati all'interno delle strutture industriali, per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro e destinati al successivo confezionamento di capi d'abbigliamento, non fossero accompagnati da alcuna certificazione o etichettatura in grado di attestarne origine e composizione , in violazione perciò della normativa contenuta nel regolamento della Comunità europea 1007/2011 che indica nella "composizione merceologica ben visibile" il requisito necessario per immettere i prodotti nella libera pratica in ambito Ue.

L’intervento dei finanzieri, spiega ancora la Compagnia di via Ferrucci, si propone un duplice scopo: garantire il consumatore finale che, per motivi sanitari, deve essere certo della qualità del tessuto da indossare, e reprimere fenomeni di concorrenza sleale tra aziende , generati da una riduzione di costi industriali a favore del produttore scorretto il quale può così vendere generi a basso prezzo perché non penalizzati dalle spese relative al controllo di qualità . L'infrazione di questa norma comporterà l'irrogazione di una sanzione pecuniaria da parte della Camera di commercio e l'eventuale confisca delle merci.

Si tratta dei uno dei più ingenti sequestri operati nel settore. Le aziende saranno sottoposte a successiva ispezione fiscale che sarà finalizzata soprattutto ad interrompere la filiera di ingresso dei tessuti illegali che, certamente prodotti in Cina, facevano ingresso nel territorio italiano provenienti dalla Francia.

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