Sicurezza
Contro fisco e burocrazia i piccoli imprenditori scendono in piazza
Manifestazione il 18 febbraio in piazza del Popolo a Roma. Aderiscono Confartigianato, Cna, Confesercenti, Confcommercio e Casartigiani
PRATO. Contro un «fisco che schiaccia e porta via risorse allo sviluppo», il «calvario burocratico» a cui sono sottoposte e una «tassazione locale irresponsabile» le piccole imprese del commercio, dell’artigianato e dei servizi, hanno deciso di protestare a Roma per chiedere un aiuto concreto al Governo.
Scenario della mobilitazione indetta per martedì 18 febbraio sarà piazza del Popolo, dove migliaia di imprenditori da tutta Italia si daranno appuntamento sotto lo striscione di Rete Imprese Italia, l’organizzazione che unisce imprenditori di Confartigianato Cna, Confesercenti, Confcommercio e Casartigiani in un’unica sigla. «Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro» è lo slogan della manifestazione che vedrà partire da Prato alla volta della capitale almeno quattro pullman di imprenditori - con i loro dipendenti, se lo vorranno - pronti a far sentire la propria voce per gridare il disagio in cui sono costretti a operare, affinché ci sia un cambio di rotta immediato rispetto alla politica economica attuale. «Più numerosi saremo e maggiori saranno le possibilità di essere ascoltati», dice Mauro Lassi, presidente provinciale di Confesercenti e guida di Rete Imprese Italia di Prato dopo l’avvicendamento al vertice che ha visto, dal 1° gennaio 2014, il passaggio di consegne con il presidente uscente Andrea Belli, presidente di Confartigianato Imprese Prato. L’invito a partecipare è esteso a tutti i titolari d’impresa anche se non aderiscono a nessuna delle associazioni di categoria perché «a Roma contano i numeri» ribadisce Lassi. «la situazione è critica - afferma Claudio Bettazzi, presidente di Cna - dobbiamo riconquistare gli spazi della protesta, tornare nelle pizze e non lasciarle in mano ai forconi».
Di aspettare le piccole imprese non hanno più tempo e anche quelle che hanno dimostrato di saper resistere alla crisi si sono impoverite al punto di rischiare la chiusura con tutte le devastanti conseguenze che ne deriverebbero a livello occupazionale. «Un’iniziativa di piazza in questi termini non si era mai registrata - fa notare Aldo Lorenzi, segretario di Confesercenti - Il governo dovrà darci delle risposte di merito su ogni singolo punto: c’è bisogno di impegni precisi e immediati perché le imprese stanno chiudendo».
Alla protesta saranno affiancate alcune proposte contenute in un documento condiviso che guarda «al futuro e allo sviluppo», come sottolinea Belli: «Vogliamo che si tolgano i vincoli e i costi che pesano sul lavoro per poter assumere i giovani - dice - che le banche ricomincino a investire e che lo stato saldi i suoi debiti con le imprese». La partenza è fissata alle 6.45 da piazzale Falcone Borsellino. Chi fosse interessato a partecipare, può prenotarsi facendo riferimento alle singole associazioni.
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