Il Tirreno

Prato

La storia di Liu, morta a 19 anni falciata da un’auto

di Ilenia Reali
La storia di Liu, morta a 19 anni falciata da un’auto

Era una studentessa di lingue. I genitori erano venuti in Italia, vivendo separati, per garantire un futuro alla loro unica figlia

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PRATO. E’ stata falciata lungo la Nuova Montalese, a Maliseti, al confine tra Prato e Montemurlo. Il conducente dell’auto, un uomo di 39 anni, residente in zona, non l’ha vista. Ha sentito il tonfo quando l’esile corpo di Liu Fan Huan, 19 anni, è piombato sul suo cofano e poi sulla strada procurandosi un fortissimo trauma cranico che poche ore dopo le avrebbe procurato la morte all’ospedale di Prato.

Il conducente si è subito fermato a prestare soccorso e, ai vigili urbani di Prato e di Montemurlo, ha spiegato che quella ragazza, vestita di scuro, non l’aveva proprio vista a causa del buio e della pioggia che venerdì alle 19 cadeva fitta su Maliseti. Lei non è riuscita a proteggersi nonostante camminasse vicina vicina al ciglio di quella strada troppo pericolosa per i pedoni. Stava tornando a casa, o meglio nell’appartamento dormitorio dove vive sua madre, operaia di un’azienda di logistica di abiti a poche centinaia di metri da lì, in via Giuseppe Di Vittorio.

Liu Fan Huan era una studentessa di lingue a Perugia. Già da quattro-cinque anni viveva in Italia anche se non con i genitori. Figlia unica era arrivata nel nostro Paese adolescente, insieme alla mamma e al babbo che lavora in un ristorante nel Fiorentino. Una famiglia partita dalla Cina, dalla Regione dello Zhejiang in cerca di fortuna, con il desiderio di dare una vita diversa alla loro ragazza. Una figlia, cittadina del mondo, che viveva separata dai due genitori, separati tra loro anch’essi. Il babbo nei dintorni di Firenze, la mamma in questa strada di Montemurlo piena di fabbriche dismesse e lasciate vuote dagli artigiani tessili pratesi.

La donna abitava sopra l’azienda per cui lavorava. Nelle stanze dove un tempo c’erano gli uffici e dove oggi c’è una fila di finestre oscurate dove, con ogni probabilità, c’è una lunga camerata.

Con lei dormivano almeno una decina di colleghe. Un luogo dall’esterno dignitoso. «Sì la conoscevo», riferisce una delle operaie dell’azienda di via Di Vittorio. «Stava qui con me, da qualche mese. La ragazza no, veniva a trovare la mamma il fine settimana. I suoi genitori vivono divisi ma solo per motivi di lavoro».

Venerdì sera si sono però riuniti nel dolore. Prima al capezzale della loro figlia in ospedale. Poi, accomunati dalla disperazione, alle onoranze funebri della Misericordia di Prato per l’ultimo gesto di amore nei confronti di quella figlia tanto amata e per cui stavano affrontando il sacrificio di vivere separati, in un paese lontano. Una giovane coppia, diventata vecchia d’un colpo, chiamata a seppellire con Liu Fan Huan tutti i loro sogni.

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