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Prato

La cremazione è una scelta di civiltà

La cremazione è una scelta di civiltà

Giancarlo Calamai (Socrem Prato) risponde ai cittadini che non vorrebbero la realizzazione di un impianto nella nostra città

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PRATO. Giancarlo Calamai, socio fondatore della Società di Cremazione di Prato, replica alla petizione di diversi cittadini che si esprimono contro la costruzione a Prato dell'impianto di cremazione.

«Mi interessa precisare (fecendo riferimento alla sola Toscana, ma il caso riguarderebbe l'intero Paese), che in ogni città capoluogo di provincia esiste un impianto per lincenerimento delle salme e nessun problema è stato mai creato alla salute dei cittadini a causa dell'inquinamento da cremazione; infatti gli impianti sono realizzati con severe normative riguardo ai fumi, grande attenzione a questo problema e la garanzia per la salute dei cittadini è assicurata.»

«Voglio inoltre precisare - aggiunge Calamai - che la pratica della Cremazione si è consolidata a Prato come in tutto il resto del Paese e la Socrem a Prato si avvale di circa duemila soci; inoltre vi sono un gran numero di cittadini che pur non essendo iscritti alla Società esprimono in vita il loro desiderio di essere cremati dopo la loro morte».

«Vista anche la dimensione dei cimiteri sul territorio comunale, il Centrale di Chiesanuova e quegli rurali sul resto del teritorio, è molto facile che dopo dieci anni e più di sepoltura i resti mortali debbano lo stesso essere inviati a cremazione in quanto non completamente mineralizzati. Da questo risulta anche un costo per i cittadini e per le famiglie dei defunti. Lo stesso aggravio di costi dobbiamo registrarlo pure per i l'invio fuori sede delle salme da cremare non avendo a Prato l'impianto (caso quasi unico in Toscana)».

«È anche assai incivile - conclude Calamai - che le salme da Prato siano indirizzare ad Arezzo, Pistoia, Livorno, Firenze o Siena e dover oltre tutto subire delle liste di attesa anche di settimane prima di essere cremate, accrescendo anche il doloro dei familiari oltre al costo assai maggiore. Mi sembra che la Socrem di Prato e le Associazioni di volontariato che da diverso tempo hanno dato vita ad una Socrem unitaria, debbano impegnarsi con più determinazione e più convinzione, e fare in modo, senza tante incertezze di essere più presenti verso l'amministrazione comunale, contribuendo con campagne informative e discussioni pubbliche a dare importanza e incoraggiamento a questa pratica di civiltà».

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