Sicurezza
Aprirà ai primi di maggio il nuovo Pecci
Viaggio nel cantiere del nuovo Centro d’arte contemporanea di Prato. Dopo l’inaugurazione verrà risistemato anche il vecchio edificio
PRATO. Con o senza Vittorio Sgarbi il nuovo Centro Pecci aprirà i battenti nella prima settimana di maggio. La conferma arriva dall’assessore comunale ai lavori pubblici Roberto Caverni, nel corso di un sopraluogo effettuato al cantiere di viale della Tepubblica, accompagnato dal funzionario responsabile archittetto Luca Piantini.
«Ai primi di aprile consegneremo gli spazi per l’allestimento dell’evento inaugurale, poi via via saranno pronti anche tutti gli altri due piani, per poi cominciare con la ristrutturazione del vecchio edificio disegnato da Gamberini, , che verrà ultimato nel corso del 2015». Così Roberto Caverni, munito del casco antinfortunio, all’inizio della visita al pianterreno del Pecci 2, disegnata da Maurice Nio.
Nel frattempo alcuni operai stanno gettando l’apposito composto cementizio tipo industriale , con cui verrà pavimentato tutto il nuovo museo, così come la maggior parte della pareti e del soffitto rimarrà a vista, con tanto di tubature. Tutto lo spazio al primo piano, circa 1400 mq, è riservato per le esposizioni , ma le pareti laterali, alte dai 4 a 8 metri , saranno in cartongesso rinforzato per l’allestimento delle opere.
La prova generale sarà proprio la mostra inaugurale con le opere della collezione permanente, su cui sta lavorando il conservatore e direttore pro tempore Stefano Pezzato. Con l’assessore scendiamo al piano interrato, in un primo momento destinato solo ad accogliere il deposito delle opere, ma grazie ad un intuizione di Caverni, è stato possibile trasferirvi anche il Cid e l’archivio fotografico toscano, liberando così l’attuale sede della biblioteca e degli uffici, finora in una parte di un palazzo annesso che verrà venduto e in parte destinato ad accogliere l’assessorato all’urbanistica, ora in affitto in viale Piave.

Usciti dal sottosuolo ci soffermiamo davanti al vecchio edificio, con un aspetto sempre più degradato, «Grazie anche alla Regione abbiamo trovato i finanziamenti per la ristrutturazione che riguarderà sia l’impiantistica che il restauro delle strutture metalliche» conclude Caverni. Infine per la parte esterna, anche il cda del Pecci ha approvato il progetto del’architetto Piantini, che lascia a verde lo spazio estreno intorno al nuovo edificio, con solo alcuni modulazioni di terreno rialzato per impedire il rumore della declassata e di viale della repubblica. In un secondo tempo verrà provveduto a individuare dove sistemare le installazioni esterne, ma per esempio la fontana di Enzo Cucchi resterà sempre dov’è ora.
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