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Settant’anni fa le bombe devastavano la Briglia

Settant’anni fa le bombe devastavano la Briglia

PRATO. Erano le 11,45 dell'8 febbraio 1944, quando arrivarono i bombardieri e sganciarono diverse bombe a La Briglia, piccolo paese della Val di Bisenzio. L'obbiettivo forse era la Fabbrica Forti...

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PRATO. Erano le 11,45 dell'8 febbraio 1944, quando arrivarono i bombardieri e sganciarono diverse bombe a La Briglia, piccolo paese della Val di Bisenzio. L'obbiettivo forse era la Fabbrica Forti che produceva tessuti per le Forze Armate, oppure la ferrovia. L'allarme aereo era suonato per tre volte, le persone scappavano verso rifugi di fortuna. Gli operai e gli impiegati del lanificio si erano rifugiati, nei sotterranei di un locale chiamato l'inferno, chi era scappato nel bosco, alcuni verso la galleria della direttissima, sotto al Francioni, era il rifugio più lontano c'era da attraversare il Bisenzio.

Quella mattina alcune persone si erano rifugiate sotto il ponte della strada, fu un miracolo che si salvarono: le bombe caddero a circa trecento metri, videro le loro case cadere come se fossero di cartone. L'allarme era suonato per tre volte, era il portiere della fabbrica, riceveva l'ordine tramite una telefonata e azionava il dispositivo che faceva suonare le sirene per tre volte. Sotto le bombe ci furono alcuni feriti e quattro morti: Vittorio Marchettini, Riccardo Niccoli, Armido Badiani e Bianchi Rosa. Furono distrutti, il Casone la fila di case di Via dei Salotti Debiti, la casa dove il Rosati aveva un bel negozio di tessuti, diverse case sulla strada maestra, via Bologna, (oggi 325). Una bomba cadde vicino alla piazza, all'inizio di via della Steriola, in fabbrica solo alcuni reparti vennero danneggiati. Le foto furono scattate da un fotografo che era stato chiamato dalla Ditta per fotografare il nuovo campionario. Così sparì la Conca d'Oro, come era chiamato il paese di La Briglia, il lanificio dava lavoro a circa 1000, fra operai e impiegati.

Luana Cecchi

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