Il Tirreno

Prato

Racket delle grucce, in manette tre cinesi

Paolo Nencioni
Racket delle grucce, in manette tre cinesi

Prato, hanno preteso 2.000 euro da un connazionale che prima nega e poi ammette di aver pagato. Nasce una task force per indagare sulle estorsioni ai danni degli impreditori orientali

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PRATO. Tre cinesi sono stati arrestati dalla squadra mobile di polizia con l'accusa di estorsione ai danni di un connazionale, titolare di un'azienda che produce grucce. I tre sono stati fermati lo scorso 29 gennaio dalla polizia in via Toscana. Pochi minuti prima avevano ricevuto 2.000 dall'imprenditore loro connazionale dopo un concitato incontro, sempre in via Toscana.

In manette sono finiti Yourong Zhou, 42 anni, Le Xue, 31 anni, e Zhengjin Lin 27 anni, gli ultimi due irregolari sul territorio italiano. Le indagini sono scaturite da una segnalazione ricevuta dalla squadra mobile in cui si parlava della presenza di un racket ai danni di aziende produttrici di grucce. I poliziotti agli ordini del vicequestore Francesco Nannucci hanno sentito tre imprenditori ma tutti hanno negato di aver ricevuto richieste estorsive.

Uno di loro però è stato controllato, e i poliziotti in borghese lo hanno visto incontrarsi in via Toscana con i tre estorsori. Dopo il fermo dei tre l'imprenditore ha negato di aver pagato i 2.000 euro, poi lo ha ammesso ma negato di aver pagato in precedenza altri 2.000 euro, come invece risulta alla polizia. Alcuni mesi fa i carabinieri avevano arrestato altri tre cinesi con l'accusa di aver compiuto estorsioni nel medesimo settore, quello della produzione di grucce.

Il dirigente della squadra mobile ha reso noto che da un paio di settimane è stato formato un gruppo di lavoro di cui fanno parte anche poliziotti del Servizio centrale operativo (Sco) e della squadra mobile di Firenze. Il gruppo opererà anche nelle zone di San Donnino e dell'Osmannoro dove un paio di giorni fa si è verificato un incendio doloso in un'azienda cinese. Il vicequestore Nannucci ha confermato che non ci sono ipotesi di racket nelle indagini sugli incendi dei pronto moda della scorsa estate a Prato.

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