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Biffoni: “Arroganti e orgogliosi per rilanciare Prato”

Biffoni: “Arroganti e orgogliosi per rilanciare Prato”

Intervista a Radiogas del candidato sindaco del Pd: “I nomi dei possibili assessori non ci sono, ma quando e se sarà il momento decidero solo io”. La sfida delle sfide è con la comunità cinese e sull’aeroporto: “Non serve ed è pericoloso”

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PRATO. «Il nome degli assessori ancora non c'è. Ma quando verrà il momento a decidere sarò io. Altrimenti non sarei qui». Tonico, preparato, veloce. Matteo Biffoni, candidato unico della coalizione di centro sinistra  appena nata (38 anni, renziano della prima ora, da un anno a Montecitorio), quasi si diverte a risponder al fuoco di fila di domande non sempre "buone" di Marco Monzali, Giorgio Bernardini del Corriere Fiorentino e Cristina Orsini del Tirreno. E' a Radiogas, la radio on line fondata e diretta appunto da Monzali, nella trasmissione andata in onda oggi, sabato 8 febbraio, che Biffoni qualcosa svela del programma sul quale viaggerà da qui fino al 25 maggio prossimo (data delle amministrative) e degli assetti politici possibile.

A partire dalla volontà (almeno quella dichiarata) di tenersi "le mani libere" nella scelta - se vincerà - della squadra che porterà in Comune (8 assessori invece dei 12 attuali): “Sono tre i criteri - dice - con i quali sceglierò gli assessori: passione, lealtà, voglia di imparare” . Non esclude i civici “che sono ben diversi dai tecnici che mi danno diverse perplessità”.

Il tweet di oggi, sabato 8 febbraio, inviato da Matteo Renzi a Matteo Biffoni

Tre le sfide che lo entusiasmano perché “se vinte - dice - traghetteranno Prato nel futuro”: il Macrolotto zero (la Chinatown di Prato), la trasformazione dell'area stadio-magazzini generali ma soprattutto “la sfida bellissima” dell'area del vecchio ospedale per affrontare la quale “bisogna - afferma - diventare arroganti. Voglio che diventi il nuovo quartiere più bello d'Italia, che faccia concorrenza a Parigi e Berlino”. E dunque, sì alla demolizione degli edifici anni Settanta, nuovo ingresso alla città vecchia, parco urbano “ma non mi accontento: voglio il quartiere dell’artigianato e delle attività, voglio molteplici funzioni, lavoro e svago. Non solo su l’area dentro le mura, ma riconsiderando per intero quel pezzo di territorio: da piazzale Ebensee a piazza dei Macelli». Un’idea approvata anche dall’ ambientalista Monzali che aveva annunciato di vincolare il voto a Biffoni a quello che avrebbe proposto sull’area dell’ex Misericordia e Dolce.

Temi della campagna elettorale: centralità di Prato nell’area metropolitana “con un rapporto a spalle dritte e di scambio con Firenze anche grazie ai rapporti politici e personali che ho con il sindaco di quella città”; lavoro e distretto “perchè Prato deve tornare a essere orgogliosa”; aeroporto: “che per me così grande non serve e che può essere pericoloso per Prato ma sulla realizzazione del quale vorrò ascoltare tutta la città”. Poi c’è “il tema dei temi”: i rapporti con la comunità cinese. Insomma più o meno gli stessi argomenti della campagna 2009.

Biffoni ribadisce l’utilità dei controlli nei capannoni: “La tutela dei diritti del lavoro è nel dna della sinistra quindi i controlli sono essenziali - afferma - e chi è fuori regola chiude. Ma non basta, c’è bisogno di un percorso di accompagnamento verso l’ integrazione”. Associazioni, seconde e terze generazioni sono i grimaldelli, secondo Biffoni. E lo studio del cinese nelle scuole di Prato.Ma l’integrazione vera, nel disegno del candidato a Palazzo Comunale, passa dalla riqualificazione del Macrolotto zero: «Non posso dire cosa ho in mente, ma attraverso gli strumenti urbanistici bisogna trasformare quel territorio in un pezzo di città bella: dove vivano bene italiani e cinesi assieme, con tanti esercizi, tanti negozi, tanti giovani». E se servono risorse, è qual punto che - secondo Biffoni - dovranno entrare in campo anche i cinesi proprietari di immobili.

Vede lo sviluppo futuro di Prato anche e soprattutto attraverso il volano della cultura (un esempio: «La mostra bellissima su Ferrè al Museo del tessuto»). Ma se il Comune, come accadrà, dovrà fare i conti con pochissimi trasferimento e minori entrate «la cultura dovrà cedere il passo - dice - alle necessità di chi non ce la fa. Sarà questa - conclude Biffoni - la prima tra le priorità».

Ecco lo storify  elaborato da Eleonora Della Ratta

 

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