Il dolore
Tarsu: a Prato evasione alle stelle: 1 su 4 non paga
In arrivo sette guardie ambientali volontarie “arruolate” contro le discariche abusive in centro, a Chinatown e nel Macrolotto
PRATO. Una task force contro le discariche a cielo aperto e i cumuli di rifiuti abbandonati per strada. Comune, Provincia e Asm hanno firmato una convenzione attraverso la quale l'attività di controllo e prevenzione verrà delegata alle guardie ambientali volontarie (Gav) coordinate dalla polizia provinciale. Si tratta di una squadra composta da 7 guardie che a piedi o a bordo di un 'auto di servizio sorveglieranno le zone "calde". Tre in particolare: il Macrolotto zero, la Chinatown , dove i rifiuti abbandonati abbondano lungo i marciapiedi, il cosiddetto "triangolo nigeriano": via Magnolfi, via Pier Cironi, via San Giorgio e l'area industriale del Macrolotto 2 «dove molto spesso troviamo - spiega il vicesindaco con delega all'Ambiente Goffredo Borchi - ammassi di rifuti anche ingombranti. Due i nostri obiettivi - aggiunge - il primo è quello di prevenire gli abbandoni aumentando i controlli, il secondo quello di far capire ai cittadini che sui rifiuti non si scherza più».
Se da un lato, infatti, la propensione a non smaltire correttamente, anche i rifiuti speciali, è in aumento, dall'altro sono in forte calo gli introiti provenienti dal pagamento della Tarsu. «A causa della crisi persistente - continua Borchi - il numero di bollette non pagate si avvicina alla soglia del 25%. Questo significa che un contribuente su quattro non salda le fatture e il sistema, nel suo complesso, di raccolta e smaltimento rischia di collassare». E se sul fronte cinese l'evasione - pur sempre alta - pare non abbia registrato incrementi, la quota aggiuntiva questa volta sta in campo agli italiani. «Con il risultato che chi paga correttamente e costantemente amente - aggiunge Borchi - rischia di trovarsi bollette stratosferiche nei prossimi anni e questo no è giusto». Quindi bisogna correre ai ripari. E a prima mossa sta appunto nella costituzione della polizia anti discarica abusiva.
Gli agenti verranno muniti di auto, binocoli, macchine fotografiche e saranno sguinzagliati sui territori. Il piano operativo verrà messo a punto una volta al mese assieme ad un responsabile che spetterà ad Asm nominare. Con lui la task force deciderà luoghi, frequenza e orari dei controlli. Se la polizia anti rifiuti scoverà l'autore materiale del deposito illegale, avrà due strade per agire e la scelta dipenderà dal tipo di rifiuti abbandonati: se saranno normali, scatterà la sanzione che potrà essere elevata dalle stesse guardie ambientali volontarie, se invece, come spesso accade sul fronte degli scarti delle lavorazioni, i rifiuti abbandonati rientreranno tra gli speciali, la procedura cambierà perché il reato è penale e le guardie non hanno compiti di polizia giudiziaria. Le guardie dunque dovranno redarre un verbale e presentarlo al nucleo di polizia giudiziaria della polizia municipale con la quale collaboreranno. «Si tratta di una formula - spiega il comandante della polizia provinciale Michele Pellegrini - che rispetta le competenze delle guardie volontarie ma consente anche di poter agire in tempi consoni». Per l'attività sul territorio gli 007 delle discariche illegali, non percepiranno un euro. «Avranno solamente la possibilità - conclude Pellegrini - di chiedere un rimborso spese per il consumo della benzina o del materiale acquistato per svolgere il servizio».
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