La manifestazione
Sui controlli nei capannoni scontro tra Milone e Cgil
Il segretario dei tessili Brezzo: Utili le verifiche a monte e a valle della produzione L’assessore alla Sicurezza: Consiglio al sindacato di occuparsi di tutti i lavoratori
PRATO. Aldo Milone, assessore “sceriffo” contro Massimiliano Brezzo, segretario generale dei tessili Cgil. Terreno della battaglia a suon di interventi, i controlli nelle ditte di confezioni del distretto parallelo. Un a polemica scoppiata dopo che il sindacalista aveva affermato l’utilità dei controlli effettuati a monte e valle della produzione delle confezioni del distretto parallelo: «In pochi giorni si è fatto più che in dieci anni», piuttosto che i soliti, consueti blitz nei capannoni in cerca di operai-schiavi. Immediata la reazione dell’assesore alla Sicurezza, secondo il quale «il sindaco invece di occuparsi di frodi, dovrebbe pensare ai lavoratori, possibilmente anche quelli cinesi».
E’ stato Brezzo ad esprimere: «Il massimo del nostro apprezzamento per il lavoro svolto dalle autorità preposte negli ultimi due giorni. Finalmente le cose cominciano a muoversi. E, come volevasi dimostrare, è bastata la volontà politica di effettuare i controlli in modo efficace nel "sistema illegale" di produzione dell'abbigliamento per ottenere i primi risultati». Secondo il sindacalista: «Per ora non sono che punture di spillo: se sono affidabili i dati che girano, con una capacità produttiva di un milione di capi al giorno, 19.000 pezze sono trasformate in capi finiti nel giro di uno o due giorni, ma cominciano a essere un vero deterrente per chi dal sistema tira fuori ricchezze enormi». Il fatto nuovo, secondo il segretario dei tessili, è la qualità dei controlli, fatti in un caso all’inizio della produzione, con il sequestro delle pezzo e in un altro, alla fine, con una partita di pantaaloni pronti per la commercializzazione .
«Abbiamo sempre detto - continua Brezzo - che se si voleva combattere il sistema bisognava contrastare il flusso produttivo e non le persone che vi lavorano in condizioni disumane. Basta affrontare il problema al di fuori delle ideologie per capire che è semplicemente più efficace. In due giorni è stato fatto più che in dieci anni. E con un metodo molto semplice: sono state controllate le merci in entrata (19000 pezze sequestrate oggi), quelle in uscita (900 pantaloni in un solo furgone ieri) ed è stata applicata per la prima volta sul territorio una legge che prevede la responsabilità solidale del committente, normativa sempre ignorata dall'Inps di Prato e che il primo ispettore esterno arrivato ha applicato al primo controllo fatto».
Di parere assolutamente contrario Milone: « Mi lascia di stucco - afferma - il fatto che un sindacalista della Cgil si appassioni di più alle indagini sulle frodi fiscali, per quanto importanti, che alla situazione del lavoro e dei lavoratori nelle ditte cinesi. Consiglio il sindacato di occuparsi dei lavoratori, di tutti i possibilmente».
Secondo l’assessore: «Di controlli di questo tipo ne sono stati fatti tanti nei mesi e negli anni scorsi anche dalla polizia municipale. Non discuto che possano essere utili come deterrente perché la perdita economica e notevole ma da soli non bastano».
« Ho l'impressione - prosegue - che ci si sia già dimenticati della strage del primo dicembre scorso in via Toscana. La comunità cinese vive, per la massima parte, in polveriere che possono prendere fuoco in ogni momento. Quindi - aggiunge - parallelamente alle indagini sulle frodi che però comportano settimane, se non mesi di indagini, c'è bisogno di continuare e battere sul versante della sicurezza dei luoghi di lavoro che sono perennemente in condizioni terribili». L’ultimo controllo di una ditta risale a ieri: «Oltre ai locali fatti col compensato, pericolosissimi, i rifiuti per terra e le sbarre alle finestre - conclude Milone- avevano sbarrato l’unica porta con catena e lucchetto. In caso di incendio per gli operai sarebbe stata morte sicura».
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