Il Tirreno

Prato

Immigrazione, deroghe per Prato

di Pasquale Petrella
Immigrazione, deroghe per Prato

Sul fronte scuola è stato proposto di chiedere classi con massimo venti alunni e non venticinque

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PRATO. Mettere in rete i risultati e gli obiettivi che ciascuno dei ventinove enti che fanno parte del Tavolo permanente sull’immigrazione previsto dal Patto per Prato Sicura, e raccogliere nuove proposte da condividere con tutti gli altri. E’ stato più o meno questo il leit motiv della prima riunione del 2014 organizzato dal prefetto, Maria Laura Simonetti. E si scopre così che da Prato, sul fronte scuola, parte la richiesta per una deroga alla normativa nazionale che vuole che le classi siano di venticinque alunni. «Abbiamo chiesto che per Prato il numero venga abbassato a venti – dice la prefetto, Maria Laura Simonetti – E questo perché durante l’anno c’è un afflusso continuo di bambini stranieri che ci costringerebbe, se seguissimo la normativa nazionale, a creare delle nuove classi di soli stranieri. Invece avendo un margine di manovra su ogni classe possiamo farli inserire senza stravolgere i programmi scolastici».

Dallo scorso 1 gennaio la Direzione provinciale del lavoro ha finalmente un direttore a tempo pieno e non come avvenuto negli ultimi tre anni in cui il dottor Roberto Sarti era a mezzo servizio con la Direzione provinciale del lavoro di Lucca. «Prato era fra gli undici capoluoghi individuati dal Ministero in cui accentuare l’azione per far emergere il lavoro nero – dice il dottor Sarti – Poi la normativa è stata estesa a tutto il territorio ma, per il 2014, il Ministero ha previsto cinquantamila accessi nelle aziende per verificare la presenza o meno di lavoratori a nero. Di questi, in tutta la Toscana ne dovranno essere effettuati 3000 e 800 nella sola Prato. E’ un numero importante di cui dovremo render conto ogni tre mesi. Sarà un grosso lavoro che ci impegnerà molto visto che il dipartimento vigilanza ha tre carabinieri e dodici ispettori».

Durante il confronto è emerso che all’Agenzia delle entrate ci sono state quindici nuove assunzioni. «Abbiamo la necessità di calibrare sulla realtà locale gli input che arrivano dagli enti statali – ha detto la prefetto Simonetti – C’è la volontà collaborativa di tutti e 29 gli enti e noi siamo qui per ricevere le idee e le proposte che possano far migliorare gli strumenti messi a disposizione dallo Stato». Particolarmente soddisfatto, al termine della riunione, si è mostrato l’assessore del comune Giorgio Silli intervenuto a nome del sindaco. «Finalmente notiamo che c’è la volontà anche da parte dello Stato di intervenire seriamente sulle problematiche relative all’immigrazione. Alle norme devono corrispondere le sanzioni per coloro che le trasgrediscono altrimenti non sono più norme». Parere positivo è giunto anche dal funzionario della Provincia che ha sottolineato l’importanza della comunicazione di ciò che fa ciascun ente, affinchè i progetti siano diretti all’inclusione e alla legalità.

Il Tavolo Permanente per l’Immigrazione, è un organismo istituito per la prima volta dal Patto per Prato Sicura sottoscritto nel 2010, ha il compito di analizzare ed approfondire i diversi aspetti del fenomeno migratorio a Prato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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