Attenzione
È sbocciata la pace fra Prato e la BpV
Firmato un protocollo di intenti fra la Banca, le istituzioni e le associazioni di categoria per far ripartire l’economia
PRATO. La Banca popolare di Vicenza vuole tornare ad investire su Prato. E' questo il chiaro messaggio scaturito dalla sottoscrizione di un protocollo di intenti fra i dirigenti della banca vicentina, la Provincia di Prato, i comuni dell'area ed i rappresentanti delle varie categorie economiche presenti sul territorio, avvenuto nella sala Consiglio della Camera di Commercio.
Dopo i mesi bui del 2013 quando i rapporti con la BpV si erano fortemente incrinati per ila polemica sui quadri della Galleria degli Alberti trasferiti a Vicenza e per le preoccupazioni per l'annunciata chiusura del Monte dei pegni, adesso sembra sbocciata la pace.
«Ci siamo, siamo solidi e vogliamo spendere - così il vicedirettore generale della BpV, Emanuele Giustini - Siamo pronti ad investire in una realtà in cui abbiamo una quota di mercato pari al 30%, la più alta fra tutte le città in cui il nostro istituto è presente. Ci sono segnali di ripartenza e noi vogliamo essere i primi a dare una mano affinchè questa opportunità si concretizzi». E’ il segnale di discontinuità che i pratesi si aspettavano. «Ovviamente non faremo finanziamenti a pioggia, ma ci sarà sicuramente un cambio di passo nelle aperture dei crediti»
I temi su cui ci saranno investimenti saranno quelli dell'innovazione, «intesa come incremento delle competenze gestionali, evoluzione organizzativa, tecniche manageriali avanzate ed implementazione tecnologica, è uno degli elementi chiave che consente alle imprese di sostenere la crescente competizione su scala globale».
Quello dell'internazionalizzazione, «rappresenta un ampio ambito di azione che spazia dal supporto alle singole imprese, alla valorizzazione delle azioni di sistema, fino all'attrazione di risorse estere».
E quello della promozione di territorio e ambiente: «sostegno ad azioni condivise di riqualificazione, di marketing territoriale e di supporto a realtà di eccellenza rivolte alla valorizzazione del territorio e della sua attrattività per gli investitori italiani ed esteri».
La firma è avvenuta nella sala del consiglio della Camera di commercio di Prato che ha fatto da tramite fra la banca ed i rappresentanti delle istituzioni e delle categorie economiche della Provincia. Per la banca vicentina sono intervenuti il consigliere per l'internazionalizzazione, Giannandrea Falchi, il vicedirettore generale Emanuele Giustini e il vice responsabile della direzione regionale toscana, Silvio Bagni. Ha fatto da padrone di casa il presidente della Camera di commercio, Luca Giusti che ha aperto il dibattito prima di passare la parola al presidente della provincia, Lamberto Gestri. Presenti i sindaci di Montemurlo, Carmignano e Vernio, per Poggio a Caiano è intervenuto l'assessore Giacomo Mari, e per Cantagallo il vicesindaco, Guglielmo Bongiorno. Per il comune di Prato è intervenuto un dirigente visto che in contemporanea c'era il Consiglio comunale. Presenti anche i presidenti dell'Unione industriali, della Cna, della Confartigianato, della Coldiretti, della Cap e dell'Ordine dei commercialisti.
«E' un primo passo per dare nuova forza ad un rapporto fra il territorio e quella che da sempre è stata vista come la propria banca - ha detto il presidente della Provincia, Lamberto Gestri - Sta però a noi riempire ed arricchire questo protocollo di intenti affinchè si crei una vera sinergia fra le reali esigenze del territorio e le capacità della banca». Gestri ha pubblicamente ringraziato il presidente dell'istituto Gianni Zonin, col quale pochi mesi fa erano volate parole grosse. Segno che molte cose devono essersi appianate.
Più critico il presidente degli industriali, Andrea Cavicchi che ha preferito non intervenire durante la conferenza stampa. Ma, a margine, ha avuto uno scambio di idee diretto col vicedirettore Giustini. «La città ha fatto un passo verso la banca, presentandosi a questo incontro. Abbiamo firmato questo protocollo di intenti che però è vuoto - ha detto Cavicchi - Quello specifico fra l'Unione industriali e la BpV lo sottoscriveremo solo se la banca farà a sua volta un reale passo verso di noi. E parlo ovviamente di tassi di interesse da abbassare sui prestiti». Giustini non si è sottratto al confronto. «Sono convinto che troveremo dei punti di incontro molto concreti - ha detto il vice direttore generale - Alcuni protocolli specifici sono già in dirittura di arrivo. Con la Provincia dovremmo firmarlo entro breve tempo e così ci auguriamo che avvenga anche con gli industriali con gli artigiani e con tutte le categorie economiche che ci siamo prefissi di incontrare per sottoscrivere un protocollo specifico per le varie realtà che rappresentano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
