Lutto
Donazioni di sangue, Santo Stefano promosso e si punta ai giovani stranieri
Stabile il numero dei donatori nel 2013 (11.982) con un lieve incremento in gennaio, nel nuovo centro di Galciana. L’obiettivo delle associazioni è sensibilizzare le comunità stranieri e avvicinare i giovani di seconda e terza generazione
PRATO. Apertura anticipata alle 7,30 per consentire ai lavoratori di riprendere le proprie attività in tempi più rapidi, servizio esteso a due domeniche al mese (la prima e la terza) e accesso gratuito alla rete Wifi dell’Asl : queste le novità che dal 1° marzo scatteranno al centro trasfusionale del nuovo ospedale di Prato "Santo Stefano" per “un servizio più a misura di donatore e incoraggiare ulteriormente la donazione”, come annunciato stamani, venerdì 7 febbraio, dal direttore sanitario Simona Carli, in occasione della presentazione dei dati sulle donazioni di sangue del 2013.
In totale, l’anno scorso sono state registrate 11.982 donazioni, di cui 9541 di sangue intero e 2491 di plasma. “Il numero è rimasto pressoché stabile rispetto al 2012 che invece aveva registrato un trend in crescita sull’anno precedente – spiega Antonio Crocco, direttore di Medicina trasfusionale - tra gennaio 2014 e gennaio 2013 invece si rileva una lieve crescita, a dimostrazione di un andamento favorevole alle donazioni nel presidio ospedaliero, dove evidentemente i donatori vengono volentieri”.
Soddisfazione a questo proposito è stata espressa anche dal direttore sanitario facendo notare che “il trasferimento in un nuovo ospedale non è stato accompagnato da una calo di donazioni permettendo così, anche nel 2013, di assicurare l’autosufficienza di sangue ”. Ma per far sì che Prato diventi i la prima provincia in Toscana per numero di donazioni c’è bisogno della collaborazione di tutte le associazioni che si occupano di raccolta sangue e di sensibilizzare il più possibile i cittadini con un occhio di riguardo alle comunità straniere presenti sul territorio, con le quali le associazioni (Avis, Fratres, Adisco e Admo ) intendono stringere rapporti e mettere in piedi iniziative culturali nell’ottica di avvicinare giovani di seconda e terza generazione alla donazione.
Intanto, per migliorare l’accesso ai servizi, l’Asl sta per adottare alcune iniziative con l’intento di andare sempre più incontro ai bisogni dei donatori. “Si ricorda che è attivo anche un servizio di selezione idoneità dei donatori di cellule staminali, di midollo osseo e cordone ombelicale – aggiunge Carli – per chi desidera ulteriori informazioni, spazi appositi sono stati messi a disposizione delle associazioni di volontariato attive in questi ambiti, per consentire la promozione delle loro attività”.
Nuovi donatori sostituiscono coloro che per raggiunti limiti di età o per altre cause non possono più donare. “Per quanto ci riguarda – dice Folco Grifoni, presidente Avis comunale – stiamo programmando alcune iniziative tra cui incontri e dibattiti alla Lazzerini, una borsa di studio per i ragazzi del liceo Cicognini e un’applicazione per smartphone”. “Fondamentale sarà stringere di più i rapporti con la comunità cinese che finora è apparsa culturalmente distante dalla donazione”, aggiunge Stefano Gabbuggiani di Fratres nazionale.
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