Attenzione
Tre borse di studio col Premio Consorti alla Ser Lapo Mazzei
Verranno premiati tre alunni che si saranno maggiormente distinti nelle tematiche dello studio e del comportamento solidale coi compagni e con gli insegnanti. Il premio è stato costituito con il gettone di presenza dei consiglieri comunali del Pd e dell’Idv relativo alla seduta in occasione della tragedia dei sette morti nelal fabbrica-dormitorio del 1 dicembre 2013
PRATO. Tre borse di studio col Premio Consorti per ricordare le sette vittime del rogo nella fabbrica-dormitorio del 1 dicembre dell’ano scorso. E le borse di studio, per gli studenti più meritevoli sarà possibile realizarle grazie ai consiglieri comunali del Pd e dell’Idv: Tatiana Bettarini, Gianni Bianchi, Maurizio Calussi, Massimo Silvano Carlesi, Maria Grazia Ciambellotti, Aurelio Maria Donzella, Simone Mangani, Roberto Mennini, Ilaria Santi, Cristina Sanzò, Maria Luigia Stancari, Lia Vanni, Luca Vannucci e Nicola Oliva che hanno deciso di devolvere al “ Premio Consorti” il proprio gettone di presenza relativo alla riunione del Consiglio comunale straordinario del 5 dicembre scorso.
La moglie del professor Riccardo Consorti, prematuramente scomparso nel 2008, e la scuola media “Ser Lapo Mazzei”, di cui Consorti fu a lungo docente, istituirono cinque anni fa questo Premio, consistente in tre borse di studio da consegnare a quei ragazzi, stranieri o italiani, che alla fine del loro percorso nella scuola dell’obbligo avessero dimostrato una spiccata curiosità ed un costante impegno verso alcune tematiche di studio e soprattutto un atteggiamento solidale nei confronti dei compagni e degli insegnanti.
Il professor Consorti è stato il docente che ha accolto per primo (1990-91) i ragazzi cinesi che con le loro famiglie arrivavano da quel luogo sconosciuto e lontano che era in quegli anni la Cina. Con la sua conoscenza della lingua e della cultura cinese è stato un punto di riferimento importante e un esempio per i ragazzi che nella scuola potevano apprendere e scambiare nuove esperienze con i compagni italiani e trasmetterle alle loro famiglie, che più lentamente riuscivano a inserirsi nella vita pratese. In seguito si è occupato di tutti i ragazzi stranieri presenti nella scuola, inserita in un tessuto sociale solcato da un forte flusso migratorio, mettendo in atto strategie di intervento didattico-educative sulla base di una conoscenza approfondita di questo fenomeno.
« Se pensiamo alle culture dei vari popoli, ma anche solo alla nostra, ci rendiamo conto che esse sono la sintesi delle interazioni di culture altre….Pensare alla diversità come ricchezza, non significa pensare alla diversità come esaltazione e non significa pensare l’altro sempre e comunque migliore di noi. …La mia attrazione verso l’altro è proprio perché io sono: la cultura straniera mi attrae in quanto sono italiano; la cultura contadina mi interessa perché sono un cittadino; solo così si stabilirà una relazione di crescita fra l’io, il tu e l’altro, sintetizzata nella frase “ io sei un altro”, grammaticalmente scorretta ma pedagogicamente valida in quanto indica come il mio diventare altro abbia bisogno del tu e dell’altro, abbia bisogno cioè del rapporto fecondo con altri da me. Una frase che ogni educatore dovrebbe far vivere quotidianamente ai propri ragazzi....” (scriveva Riccardo Consorti, 1996)
«Oggi molte cose sono cambiate ma le vittime di quel triste giorno ci indicano che è ancora la scuola il veicolo su cui dobbiamo puntare per trasmettere i valori di solidarietà, legalità e uguaglianza di diritti ai giovani che, da qualunque parte del mondo arrivino, saranno i costruttori della futura società - si legge in un comunicato della Ser Lapo Mazzei - La moglie, Anna Maria Giannerini, e tutta la scuola Ser Lapo Mazzei, nel nome della dirigente professoressa Luciana Marchese, ringraziano pubblicamente i consiglieri comunali del Pd e dell’Idv per il gesto simbolico e concreto di solidarietà e per la stima rinnovata nei confronti di Riccardo e del suo serio impegno come educatore e cittadino».
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