La protesta
Sei razzista se... Una ragazza cinese di Prato sfida lo xenofobo
Sulla pagina Facebook “Sei pratese se...” Xiaoyun ha lasciato la sua testimonianza di italiana cinese, spiegando le ragioni del suo legame con la città. E si è dovuta confrontare con le affermazioni razziste di Sauro. Ma contro di lui si è levato un coro di fischi. Sul caso è intervenuto anche il presidente della Regione Enrico Rossi: "Ringrazio Xiaoyun a nome di tutti i toscani"
No, tu non sei pratese, sei «di razza cinese». Questa è la storia di una ragazza alle prese con un razzista: Xiaoyun Liao ha affidato alla pagina Facebook promossa dal Tirreno “Sei pratese se...” il suo messaggio. «Sei pratese – scrive – se dopo 15 anni passati a Prato vorresti rimanerci ancora per decenni». La pagina è una di quelle nate per raccogliere i messaggi sull’identità locale, una tendenza che attraversa Facebook ovunque in Italia e che sta riscuotendo anche a Prato una grande partecipazione (qui un’altra pagina molto frequentata sull’argomento).
Uno spazio per scambiarsi i ricordi, per confrontare le ragioni di un’appartenenza spesso declinata al passato (mentre Xiaoyun nel suo messaggio guarda anche al futuro) e per misurare la distanza del vissuto da un ideale pratese. Un laboratorio sull’identità a cui anche Xiaoyun decide di partecipare con un post leggero e coraggioso: «Sono di Prato perché sono andata al Copernico e non ricordo una mazza di matematica».
La ragazza mostra di sapere a cosa può andare incontro quando premette che il suo è un punto di vista “straniero”: «Sono metà cinese e metà italiana», dice e cerca insomma di anticipare le obiezioni che già immagina. Non le basta questo sforzo per sfuggire alla rappresaglia di tale Sauro, che in nome della stessa identità, anzi dell’unico autentico significato della parola “pratese”, le risponde che «questa non è una pagina adatta a un individuo di razza cinese».

Individuo di razza cinese contro individuo di razza pratese, dunque. Un delirio razzista (ma razzista in senso letterale) che diventa ancora più ridicolo quando prosegue sulla linea delle minacce a chi osa definirlo razzista. Delirio al quadrato.
Quella che vuole Sauro è un’identità esclusiva: scendi da questo autobus Xiaoyun, questa è una pagina per pratesi veri, tu qui non ci puoi stare. Un’argomentazione che va molto oltre ogni distinguo nelle opinioni sull’immigrazione (del tipo: “non ho niente contro gli stranieri, purché lavorino onestamente e paghino le tasse”). E persino qui, nella città in cui ci si sgola per dire che i blitz nei capannoni cinesi non sono contro gli stranieri ma contro l’illegalità, è raro doversi confrontare pubblicamente con la xenofobia conclamata. Xiaoyun, il problema non è se sei “illegale”, il problema è che sei cinese.
Quando nella notte i commenti razzisti vengono cancellati e la redazione ringrazia la giovane per il suo contributo, Sauro il razzista se ne va sbattendo la porta: sono pratese da sei generazioni, non siete degni di me. Prima dell'intervento del Tirreno, era stata la voce degli altri frequentatori a farsi sentire: «Da pratese a pratese, benvenuta a Prato – scrive Giovanni - la città del lavoro e dell'amore». «Io sono nata e vissuta a Prato - scrive Ivana - ma da genitori meridionali. Devo abbandonare la pagina?». «Con lei bisogna ripartire dalle tabelline - dice Tommaso - poi piano piano spiegarle a piccole frasi, verbo e complemento».
Ripartire dalle tabelline, da Rosa Parks, da Luca Cavalli Sforza e da Marco Polo, l’italiano che ha raccontato l’Asia (i link sono a beneficio di Sauro). O più concretamente, ripartire da Xiaoyun: «Questa era una mia riflessione. Non pretendo che la gente sia d'accordo e non mi offendo se qualcuno dice che non sono "pratese" o "italiana"». E conclude, sempre per coloro ai quali dovesse sfuggire, che «essere cinese significa essere di nazionalità cinese. Non di razza cinese».
Aggiunta di giovedì 6 febbraio, ore 18. Sul caso è intervenuto anche il presidente Enrico Rossi con questo post su Facebook.
Per contattare l'autore di questo articolo scrivete a d.fastelli@iltirreno.it.
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