Il dolore
118: chiami Firenze risponde un pratese
Le telefonate dalla città girate a un operatore del territorio Polemica sull’assegnazione dei fondi e per i pc in ambulanza
PRATO. Il 12 febbraio la centrale del 118 di Prato verrà chiusa e trasferita a Firenze. La comunicazione è arrivata venerdì e, secondo Michele Lanigra, responsabile del servizio, per gli utenti non ci saranno disagi.
«Le chiamate che arriveranno da Prato – ha spiegato – saranno prese in carico dagli operatori pratesi, in caso la telefonata arrivi da un cellulare, sarà dirottata a chi ha più competenza territoriale». In attesa del passaggio, Gian Luca Lazzeri, consigliere regionale di Più Toscana e membro della IV commissione Sanità, ha visitato la sede della centrale al Misericordia e Dolce, lunedì è stato a Firenze e giovedì andrà a Pistoia. «La scelta di trasferire la centrale è stata fatta dieci anni fa, quando non si è voluto investire sulle attrezzature e le strumentazioni. Oggi sarebbe indifendibile la scelta di non trasferire il servizio. A Firenze fra quattro mesi verrà inaugurata una sede che è costata 8 milioni di euro».
Secondo Lazzeri e Lanigra, il passaggio non comporta nessuna perdita di posti di lavoro per i medici (sono 29 di cui 27 con contratto a tempo indeterminato) e gli infermieri (18) che potranno scegliere in qualsiasi momento di tornare a lavorare su Prato.
«Il trasferimento a Firenze – ha spiegato Lanigra – comporta anche il recupero del medico all'interno della centrale, che potrà essere destinato ai servizi sul territorio». Oggi sarà portato all’attenzione della commissione Sanità il regolamento attuativo della normativa europea sul sistema sanitario di emergenza-urgenza, che prevede anche l'erogazione del 6% del budget 2014 nelle mani delle tre maggiori associazioni di volontariato in Toscana, e cioè Pubblica assistenza, Misericordia e Croce Rossa. Si tratta, in pratica, di un finanziamento da 5 milioni di euro che sarà distribuito tra le associazioni di volontariato sulle base delle decisioni del comitato formato da queste tre associazioni.
Soluzione che scontenta le piccole associazioni, ma questo non è il solo problema sollevato dal mondo del volontariato. A Prato sono stati acquistati 17 computer da montare sulle ambulanze delle associazioni con medico a bordo (il mezzo è in affitto all'Asl) ma non è stato possibile installarli. «Abbiamo aperto un tavolo da tempo con gli operatori locali – spiega Sonia Simonetti, coordinatrice del 118 – e non ci sono stati problemi, improvvisamente hanno cambiato idea e così ci siamo dovuti fermare». Diametralmente opposta la versione di Lazzeri. «Sono rimasto molto deluso dal loro comportamento, soltanto quelle pratesi non hanno acconsentito. Se hanno qualcosa da recriminare possono venire in commissione». Di fatto il Pc a bordo permetterebbe un servizio più efficiente. «Il medico riceve direttamente una scheda con tutti i dati del paziente – spiega Simonetti – inoltre, tramite il sistema satellitare dalla centrale, si ha una visione completa di dove si trovano i mezzi».
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