Il Tirreno

Prato

Rumori e fumi: pugno di ferro dell’Asl

Rumori e fumi: pugno di ferro dell’Asl

Chiesto il risarcimento per “danno di immagine” ai residenti di via Ciulli dopo che il tribunale ha respinto il ricorso

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PRATO. Dall’inaugurazione ufficiale del nuovo ospedale, dal 16 febbraio battezzato Santo Stefano, avvenuta lo scorso febbraio non si può dire che per la nuova struttura sanitaria di Galciana sia stato un crescendo di consensi. Tante le polemiche, tante le contestazioni per un ospedale immaginato come un modello di efficienza e che invece si è dimostrato, per una precipitazione eccessiva nell’apertura, ancora bisognoso di correttivi e miglioramenti.

Più volte è divenuto intervenire personalmente anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per richiamare all’ordine i contestatori più accesi. Ma la linea che forse è destinata ad imprimere una svolta è quella ufficializzata ieri dalla direzione generale dell’Asl 4: pugno di ferro contro chi muove sospetti o accuse nei confronti della struttura ospedaliera. I rumori molesti, lamentati da alcuni residenti nella zona, non esistono. I fumi che fuoriescono dal tetto dell’ospedale sono semplici e innocui vapori. Concetti già manifestati in precedenza ma stavolta resi ancor più pesanti da iniziative legali nei confronti dei gruppi di cittadini che nelle settimane scorse avevano protestato pubblicamente.

E’ la stessa Asl 4 infatit ad informare che lo scorso 27 gennaio il tribunale di Prato ha dichiarato inammissibile il ricorso per accertamento tecnico preventivo presentato da alcuni residenti di via Ciulli. «I ricorrenti - spiega l’Asl - avevano chiesto al tribunale la nomina di un consulente tecnico d'ufficio con il compito di accertare la causa e/o fonte del rumore generato da alcuni locali del Nuovo Ospedale, da ciascuna delle loro abitazioni, nonché per determinare eventuali responsabilità e la misura dei danni subiti».

«Il tribunale - riferisce l’Asl - ha accolto le eccezioni formulate dall'avvocato dell'Asl 4, Paolo Federigi e dall'avvocato del concessionario SA.T. Spa, Andrea Grazzini ed ha rilevato nel ricorso la mancanza dei necessari presupposti in fatto e diritto occorrenti per poter apprezzare la fondatezza di quanto asserito. Ha inoltre condannato i ricorrenti alla refusione ad entrambe le parti ( Asl e SA.T) delle spese di giudizio liquidate in € 2.000,00 ciascuna».

«Soddisfazione per la decisione del tribunale - viene sottolineato - è stata espressa dalla direzione aziendale dell'Asl 4, da sempre convinta della legittimità e liceità del proprio operato».

«Alla luce del nuovo provvedimento del tribunale - informa l’Asl - è stato dato mandato all'ufficio legale dell'azienda sanitaria di intraprendere nei confronti degli stessi residenti di via Ciulli anche un'azione di responsabilità civile finalizzata ad ottenere il risarcimento del danno all'immagine riferita alla questione del rumore.Nei confronti dei residenti di via Ciulli è stata già presentata una formale denuncia-querela in merito alla questione dei fumi provenienti dal Nuovo Ospedale».

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