Finanza
Prato, l’operaio è al nero: paga il committente
Applicata in un pronto moda la legge sulla responsabilità solidale. Ma solo perché il controllo lo ha fatto l’Inps di Pistoia
PRATO. A pagare i contributi per gli operai a nero ora ci pensa il committente. È questa la nuova contravvenzione elevata durante i controlli alle imprese cinesi irregolari. A frugarsi in tasca però non saranno i titolari delle aziende visitate dagli ispettori e dalle squadre interforze ma quelli che a queste aziende il lavoro lo danno. Come già accade quotidianamente per l’edilizia, a pagare saranno coloro che chiedono ai cinesi di cucire gli abiti.
Le grandi firme o forse, come accade più frequentemente, quegli intermediari che si prendono i rischi al posto delle case di moda, le quali invece firmano codici etici e li rispettano solo nella forma e non nella sostanza.
Un giro di vite nell’applicazione delle norme che rende più rischioso produrre nella completa illegalità, soprattutto se si ha qualcosa da perdere come spesso è per i committenti, spesso cinesi anche loro, talvolta italiani.
Il primo, e per ora unico controllo, in cui è stato contestata la responsabilità solidale a Prato risale a qualche giorno fa e la novità non è dovuta a un’analisi delle possibilità di combattere l’illegalità diffusa nei pronto moda, dopo il rogo in via Toscana, ma semplicemente al fatto che a capitanare gli ispettori dell’Inps c’era un pistoiese. Per la responsabilità solidale infatti Inps che vai, applicazione della norma che trovi. «Mentre all’Inps di Pistoia applicano la responsabilità solidale dei committenti – spiega il comandante dei vigili urbani Andrea Pasquinelli – all’Inps di Prato non accade. Adesso che l’Istituto di previdenza per organizzare meglio il lavoro fa effettuare i controlli anche a ispettori di città diverse dalle aziende controllate è emerso che ci sono su questo interpretazioni diverse da una sede all’altra».
Interpretazioni che già da tempo, era emerso, non sono uniformi per le sedi Inps, nonostante esistano circolari che rendono applicabile questa norma per cui, a Prato, è in corso una causa pilota tra i dipendenti di un’azienda terzista, sostenuti dalla Cgil, e alcuni lanifici. Una diatriba tutta made in Prato, per cui da tempo si dibatte all’Unione industriale, ma che oggi si rende utile anche per combattere l’illegalità nelle imprese cinesi.
E anche per rendere più uniforme la materia il coordinamento dei nuovi ispettori assunti dalla Regione (che ha stanziato 10 milioni di euro) sarà unico per Prato, Pistoia, Empoli e Firenze.
«La sicurezza sul lavoro – ha dichiarato il presidente Enrico Rossi – è una delle nostre priorità. In Toscana si deve poter lavorare in sicurezza ovunque. Per questo abbiamo varato questo piano e deciso di aumentare il numero di tecnici della prevenzione, potenziare i controlli e nello stesso tempo semplificare e rendere più snelle le procedure, ricorrendo anche a mediatori culturali bilingue che facilitino i rapporti con i lavoratori e gli imprenditori».
Nei prossimi giorni l’Estav (che si occupa anche delle assunzioni nella sanità) contatterà gli iscritti nelle graduatorie esistenti e una volta capito dove si andrà a parare sarà avviata, entro un paio di settimane, la selezione per completare le assunzioni a tempo determinato (per tre anni) del nuovo personale. I neo-ispettori riceveranno una formazione per dare omogeneità ai controlli.
L’obiettivo ambizioso è quello di ripristinare una situazione di legalità nei territori e nelle 7.700 aziende nei territori delle quattro Asl (4.000 a Prato, 2.100 a Firenze, 1.300 a Empoli, 300 a Pistoia). Si prevedono complessivamente 2.925 controlli l'anno. Le aziende da controllare per prime saranno individuate in base a questi criteri: lavoro notturno, anomalo consumo di energia elettrica, zone di collocazione, tipologia produttiva, dimensioni dell'insediamento; e in seguito a segnalazioni o esposti. I controlli saranno fatti con procedure più semplificate (e quindi più rapide) di quelle consuete, che saranno definite e rese omogenee in tutta l'Area Vasta Centro, e saranno finalizzate all'accertamento e alla rimozione delle situazioni di maggior rischio. Già in questi giorni sono in corso incontri per definire le leggi da contestare.
Con le 74 nuove assunzioni, il numero complessivo di tecnici della prevenzione in forze nelle 4 aziende dell'Area Vasta Centro salirà dagli attuali 139 (20 a Prato, 68 a Firenze, 25 a Empoli, 26 a Pistoia) a 213 (70 a Prato, 82 a Firenze, 34 a Empoli, 27 a Pistoia). I 74 nuovi verranno ripartiti tra le 4 aziende sanitarie in maniera proporzionale al numero dei controlli previsti sulle aziende a rischio: 50 a Prato, 14 a Firenze, 8 a Empoli, 2 a Pistoia.
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