Il Tirreno

Prato

Cascine di Tavola, crolli e allagamenti

di Carlandrea Poli
Cascine di Tavola, crolli e allagamenti

Cede il tetto della risaia e anche quello della cappella della Fattoria. Il vicesindaco Borchi convoca una riunione d’urgenza

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PRATO. L'ondata di maltempo causa nuovi crolli alla Fattoria delle Cascine di Tavola. La triste scoperta l'ha fatta il vicesindaco Goffredo Borchi, che temendo un ulteriore deterioramento dell'antico immobile che attende di andare all'asta, si è recato ieri pomeriggio sul posto, per un sopralluogo.

Il bilancio è ancora una volta sconfortante. Travi e mattoni sono caduti dal tetto nella cappella collegata alla fattoria, riconoscibile all'interno ormai solo per un altare che fatica a farsi vedere in mezzo a quelle rovine. Stesso discorso per la risaia. Delle assi giacciono al suolo in compagnia di un mucchietto di mattoni. Lo scenario alle Cascine, in effetti, testimonia l'intensità delle precipitazioni dei giorni scorsi. Con problemi di accumulo di acqua e formazione di veri e propri laghetti.

Quindi, per l'amministrazione due grattacapi in un colpo solo: il pompaggio delle acque e l'obiettivo primario di arrivare in tempo a salvare l'antica fattoria medicea. Adesso, quindi, la parola d'ordine dell'amministrazione comunale è una sola: la “messa in sicurezza”. Sulla fattoria l'amministrazione proverà a contenere i danni, specialmente, perché oltre ai pezzi di edificio che vengono giù ci sono le intrusioni notturne di ignoti.

«Metteremo una recinzione, la cartellonistica, segnalando il pericolo concreto di crolli» spiega Borchi, che nella giunta è competente per materia, avendo la delega all'ambiente. Probabilmente, sarà una recinzione in ferro non aggirabile – a differenza di quanto accade con la rete attuale, dove ci sono diverse fessure di ingresso – per una lunghezza complessiva di 300 metri. Una spesa che potrebbe essere utile anche nei confronti della madre di tutte le battaglie, ovvero l'aggiudicazione all'asta della fattoria (importato stimato 6 milioni di euro), che dovrebbe tenersi fra poco più di un mese.

«Queste opere potrebbero fare del Comune un creditore privilegiato», dice speranzoso. Fino all'assegnazione, invece, non si potranno tecnicamente fare interventi di sorta per consolidare la struttura e scongiurare nuovi cedimenti. Sul versante della gestione idrica dell'area, l'intenzione di Borchi è di coinvolgere immediatamente i soggetti del consorzio delle Cascine (oltre al Comune, Fattoria, Cascine Srl, Golf club) e l'organo immediatamente sovraordinato, ovvero il consorzio di bonifica Ombrone-Bisenzio. L'intervento è condizionato in particolar modo ad alcuni vincoli burocratici.

«Vorremmo poter agire velocemente. Si tratta della terza volta in un mese che alle Cascine ci sono allagamenti. Martedì avremo un incontro». Da questo dialogo istituzionale passa la possibilità di un miglior sistema di pompaggio delle acque superando alcuni intoppi amministrativi, per trovare un accordo anche sull'entità dell'investimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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