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Prato

“Sei pratese se...” Sulla rete rivivono aneddoti e ricordi

“Sei pratese se...” Sulla rete rivivono aneddoti e ricordi

Su Facebook è nato il gruppo promosso dal Tirreno Prato per capire chi eravamo e chi saremo. E in cosa siamo diversi

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PRATO. «Sei pratese se hai mangiato la pizza dal Nicci in via Carraia», «Sei pratese: se per te Celentano non era di Milano ma di Casale...», «Sei pratese se il sabato pomeriggio andavi a Pratilia a mangiare la polentina fritta al piano zero... e passavi a vedere il serpente poco più avanti».

Sono solo tre tra le decine di post comparsi sulla pagina del gruppo Facebook “Sei pratese se...”, lanciato ieri dal Tirreno di Prato e di cui fanno già parte centinaia di lettori.

Del resto è la moda, virale, del momento. Altre edizioni del nostro giornale (Grosseto, Livorno, Pisa) hanno già fatto un’operazione del genere, riscuotendo notevoli consensi. E altre pagine simili sono già state dedicate a Prato.

L’idea è semplice: mettere a disposizione dei lettori e degli utenti della rete un gruppo che aggreghi tutti coloro che hanno voglia di raccontare storie, aneddoti, luoghi reali o della memoria, anche amori, insomma tutto ciò che ci lega alla città dove siamo nati o dove abbiamo scelto di vivere.

Dunque un gruppo che non è riservato ai pratesi di settima generazione (anche perché oggettivamente oggi a Prato sono una minoranza), ma a tutti quelli che la città la vivono e soprattutto la amano.

Nella memoria delle quasi duecentomila persone che oggi vivono a Prato c’è uno straordinario giacimento di ricordi che ognuno può contribuire a rendere patrimonio di tutti. Perché potrà capitare che di certi posti, di certe abitudini o di certi personaggi ci si sia dimenticati, col tempo. Altri ci aiuteranno a far rivivere il ricordo e a riscoprire quello che siamo ed eravamo.

Non è soltanto un’operazione nostalgia. La Prato di oggi vive nel presente e guarda al futuro. Dunque lo sforzo che chiediamo ai nostri lettori è di raccontare anche con aneddoti o semplici motti di spirito quello che Prato è diventata nel tempo. Che cosa rende i pratesi diversi dai pistoiesi o dai fiorentini, per restare negli immediati paraggi. Raccontare le loro virtù, e perché no, con un po’ di coraggio anche i loro difetti. Basta iscriversi al gruppo “Sei pratese se...” e dare sfogo alla propria fantasia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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