Il Tirreno

Prato

La selezione alle superiori divide i dirigenti scolastici

di Maria Lardara
La selezione alle superiori divide i dirigenti scolastici

Anche al Copernico come al Datini i criteri per scegliere tra gli studenti in eccesso Ma il preside del Cicognini boccia la linea: «Da noi ci sarà sempre posto per tutti»

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PRATO. L’alba del millennio li ha visti venire alla luce. Duemila, annata prolifica per i nuovi nati sul territorio della provincia di Prato. Ora quei bimbi sono cresciuti, vanno a scuola e in 150 sono pronti a varcare la soglia degli istituti superiori dal prossimo settembre. Ma potrebbe non esserci posto per tutti, in attesa di conoscere, istituto per istituto, la rosa dei nuovi iscritti “prenotati” alle classi prime. Di fronte al rischio “overbooking” con le iscrizioni online aperte fino al 28 febbraio, si scopre che alcuni dirigenti scolastici mettono le mani avanti per evitare di essere costretti poi a rifiutare eventuali iscrizioni in esubero.

E se al telefono il dirigente scolastico dell’istituto “Datini” Daniele Santagati rivendica la sua scelta, annunciata nei giorni scorsi al Tirreno, di chiudere le porte agli studenti fuori provincia (Campi, Agliana, Calenzano e Sesto) che provengono dalla terza media e già con una bocciatura alle spalle, il preside del liceo “Copernico” ha diramato una circolare annunciando che, in caso di numero di iscrizioni superiore alla capienza di spazi nell’istituto, stilerà una graduatoria in base a una serie di criteri d’ammissione.

E così, lo status di studente orfano di uno o due genitori vale il punteggio più elevato di 60 punti, 50 se il nuovo iscritto ha già un fratello o una sorella entrata al “Copernico” nell’ultimo anno, 20 se risiede nel comune di Prato, 15 se proviene da Comuni limitrofi, 10 da fuori Provincia. «Spero di non dover ricorrere – spiega il dirigente Stefano Gestri – a questi criteri di selezione. Fermo restando che occorre aspettare la chiusura delle iscrizioni online, mi confortano alcuni margini di manovra: a fronte di 11 classi prime mi ritroverò quest’anno con 12 quinte in uscita. Vero è che quest’anno si prevede l’iscrizione di quasi 150 ragazzi in più a livello provinciale».

Sono i figli di quel «piccolo boom demografico» che si è verificato nel 2000, come lo definisce la vicepresidente Ambra Giorgi. Che non mette bocca rispetto alla scelta dei singoli istituti di adottare criteri di selezione restrittiva in nome della rispettiva autonomia.

«A noi – fa notare - spetta offrire gli strumenti per garantire il diritto allo studio a tutti. Se ci sono però difficoltà di capienza nei singoli istituti, la Provincia è disponibile a risolverle».

Ma il diritto allo studio non si tocca. Di “filtri” e limitazioni tra gli studenti bocciati non vuole sentire parlare Mario Di Carlo, preside del convitto “Cicognini” e del liceo “Cicognini-Rodari”. «Abbiamo posto per tutti anche perché con la Provincia ci siamo mossi per tempo in modo da prevenire eventuali problemi di spazio in caso di alunni in esubero».

Al “Datini” invece suona la campanella del rigore per i ripetenti: solo chi è stato bocciato al massimo una volta durante il triennio di scuola media frequentata sul territorio di Prato e provincia, potrà essere accolto. Nell’istituto di via Reggiana, nell’anno scolastico 2014/2015, saranno attivate 10 prime classi dell’indirizzo alberghiero e tre del grafico.

«Ci aspettiamo circa 300 iscrizioni – ribadisce il preside Santagati – dovremo per forza procedere a una selezione per puntare sull’alta qualità. Obiettivo che richiede spazi adeguati e investimenti mirati, per portare il tasso di sbocco d’occupazione dei nostri studenti sul mercato del lavoro dall’80 al 90%. Il mondo della ristorazione richiede un’alta professionalità, per questo vogliamo ragazzi motivati. Intanto, ad aprile voleremo 10 giorni in Cina a impartire lezioni di cucina italiana a due istituti alberghieri di Wenzhou con cui siamo gemellati, per essere poi ricevuti dall’ambasciata italiana in Cina».

Quanto ai meccanismi di selezione, del resto, gli istituti superiori hanno carta bianca. «Ne hanno facoltà – chiarisce il provveditore competente per l’area di Prato Francesco Mauro –. I dirigenti scolastici ricevono mandato dai consigli d’istituto che possono introdurre determinati criteri. L’aumento della popolazione scolastica degli ultimi anni fa sì che sempre più istituti si organizzino come meglio credono».

Altro servizio a pagina 10

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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