Il Tirreno

Prato

«Ci usano come casse di espansione»

La protesta degli abitanti di Casale che ancora una volta si sono trovati con le case sommerse dall’acqua

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PRATO. Ci usano come una cassa di espansione, ma allora perché hanno dato l’agibilità alle nostre case? E’ una situazione inaccettabile. Questo il senso di una nota del Comitato ambientale di Casale dopo gli ultimi allagamenti nella zona, provocati dall’esondazione del torrente Calicino.«La settimana scorsa - si legge nella nota del Comitato - per iniziativa della presidente di Circoscrizione Sud signora Peris, una delegazione del Comitato Ambientale di Casale e del Comitato Qualità della vita di Ponte dei Bini ha incontrato l'assessore provinciale all'Ambiente Arrighini e la funzionaria provinciale signora Chiodini per esporre le complesse criticità presenti nella zona del Calice. E' stata evidenziata l'assoluta carenza di servizi essenziali come l'acquedotto e il metano in via Argine del Calice ed il sistema fognario anche in via Casale e Fatticci. Sono stati posti interrogativi sull'attività del depuratore, che in occasione di pioggia immette direttamente i liquami non depurati nei torrenti Calice e Calicino con il reale rischio di inquinamento della falda e dei terreni coltivati con verdure a foglia larga, peraltro commercializzate nei supermercati e nei mercati della zona».

«Da notare che proprio questa immissione di acqua non depurata da parte del by/pass del depuratore, è spesso concausa delle tracimazioni del Calicino. Su questi punti sia l'assessore Arrighini che la presidente Peris si sono impegnati a controllare l'autorizzazione del produttore di verdure ad attingere dal Calicino, a canalizzare a Le Vanne gli sversamenti del depuratore nonché a trasmettere all'Arpat ed all'Asl quanto da noi segnalato in merito al livello d'inquinamento delle acque di superficie e di falda. Naturalmente era stata segnalata la criticità più acuta, cioè il rischio idraulico che è legato alle frequenti esondazioni nella zona dei torrenti Calice e Calicino. Purtroppo l'ondata di piena del Calicino si è scaricata nell'area per la seconda volta nello stesso mese di gennaio ed ha fatto danni nelle abitazioni della zona con la sua acqua maleodorante».« E' evidente che la zona viene utilizzata come cassa di espansione di ultima istanza, ma ciò è inaccettabile specialmente dai residenti che hanno recentemente acquistato immobili di nuova costruzione o ristrutturazione, ricevendo l'abitabilità anche al piano terreno degli stessi. Chiediamo alle istituzioni di aiutare economicamente i residenti che hanno subito danni materiali, ma poi occorrerà potenziare le casse di espansione».

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