Attenzione
Braccialetto elettronico solo sulla carta
Il Tribunale scopre che manca la convenzione con Telecom e corre ai ripari. Un detenuto ha già dato la sua disponibilità
PRATO. Luigi Amico, cinquantunenne di Poggio a Caiano, avrebbe potuto essere il primo detenuto della provincia di Prato a indossare il cosiddetto "braccialetto elettronico", cioè il dispositivo che impedisce la fuga dagli arresti domiciliari, ma in questi giorni il Tribunale ha scoperto di non aver stipulato alcuna convenzione con la Telecom e sta correndo ai ripari.
Amico, ora difeso da Federico Febbo, è stato arrestato nella notte del 22 gennaio insieme a un complice, Simone Fusser, 39 anni di Firenze, mentre tentavano di compiere un furto nella sede di via Zarini della Cna. Processato per direttissima, condannato a sei mesi e gravato da qualche precedente (insieme a Fusser fu accusato di aver dato fuoco alla discoteca fiorentina Meccanò, per esempio), Amico ha dato la massima disponibilità al giudice monocratico Massimiliano Signorini per farsi applicare il braccialetto elettronico e sembrava che fosse questione di giorni. Invece in Tribunale hanno scoperto che manca la necessaria convenzione con la Telecom e il caso di Amico è diventato l'occasione per mettersi al passo con altri Tribunali (Firenze è già attrezzata).
Il presidente del Tribunale, Ettore Nicotra, ha delegato il giudice Fantechi a occuparsi della faccenda e mercoledì si è svolta una riunione operativa. Si è così scoperto, tra le altre cose, come riferisce il presidente Nicotra, che in Questura manca un computer adatto a ricevere i segnali del sistema di allarme del braccialetto elettronico. Bisognerà provvedere.
I tecnici della Telecom sarebbero in grado di installare il sistema nel giro di pochi giorni, ma la previsione del presidente è che servirà qualche settimana prima di poter sperimentare anche a Prato il braccialetto elettronico, che poi in realtà è una cavigliera, resistente fino a 70 gradi di temperatura e 40 chilogrammi di trazione. Nell'abitazione di chi accetta di indossare il braccialetto viene installata un'apparecchiatura simile a una radiosveglia, che riceve i segnali del braccialetto entro un perimetro definito. Se il detenuto supera il perimetro o cerca di danneggiare il braccialetto, scatta l'allarme.
Del braccialetto si parla ormai da tempo e non sono mancate le polemiche per il suo costo eccessivo, in rapporto all'utilizzo pressoché nullo. In alcuni casi erano stati segnalati anche problemi tecnici: il braccialetto ha un'autonomia di due ore, che può non bastare in caso di black out, in altri casi ci sono stati problemi di ricezione del segnale. In questi giorni si è parlato di qualche decina di braccialetti elettronici attivati in tutta Italia. Al presidente Nicotra risulta che siano 187, a fronte di una disponibilità totale da parte di Telecom di 2.000 unità. Dunque non sarà difficile procurarsene uno. La buona notizia è che sarà un'operazione a costo zero, almeno per il Tribunale di Prato. Le risorse economiche saranno messe a disposizione grazie a un accordo tra i ministeri della Giustizia e dell'Interno.
Paolo Nencioni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
